L'effetto dei Tornado sugli equilibri ecologici delle Foreste americane

L'effetto dei Tornado sugli equilibri ecologici delle Foreste americane
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Non sono rare notizie di tornando e trombe d’aria che devastano interi territori, provocando gravi danni tanto a persone e beni materiali quanto all’ambiente, a piante ed animali. In particolare, si parla poco dei danni che questi eventi climatici straordinari provocando sull’ambiente naturale.

Non tutti sanno che la distruzione di ampi lembi di foreste e di interi habitat naturali permettono a specie invasive di prendere il sopravvento in questi territori, provocando gravi squilibri ecologici.

Uno studio dell’Università dell’Illinois, pubblicato nel Journal of Ecology, mostra che più sono ampie le aree boschive devastate da tali eventi, più la loro ripresa è lenta e difficoltosa al contrario di aree ben più piccole e di rapido recupero.

Una ricerca non fine a sé stessa, il cui scopo è proprio guidare la politica decisionale e di gestione delle aree naturali maggiormente soggette a tempeste di vento.

In particolare, attraverso lo studio di immagini satellitari dello stesso luogo, ovvero delle foreste meridionali dell’Illinos, dopo tornado di estrema violenza (il primo nel 2006, il secondo nel 2009, l’ultimo nel 2017), si è potuta analizzare la colonizzazione e l’evoluzione delle piante invasive in questi habitat.

Non un problema da poco, poiché questi fastidiosi ospiti potrebbero compromettere il recupero delle foreste colpite o, ancora, diffondersi nelle aree circostanti, non senza conseguenze all’equilibrio ecologico dei territori colpiti.

I professionisti del settore non hanno mancato di sottolineare quanto sia importante il ruolo delle foreste, soprattutto al giorno d’oggi: sono serbatoi di biodiversità e contribuiscono in larga parte all’assorbimento del Carbonio, per citare due delle importanti funzioni delle quali sono portatrici.

La ricerca, però, non si è fermata allo studio cartografico. Dopo di esso, gli studiosi hanno provveduto a visitare personalmente i luoghi colpiti da tornado negli anni, sia aree non particolarmente danneggiate, sia aree maggiormente colpite dai venti sferzanti.

E’ emerso che le seconde mostravano vegetazione ben più rada che ha permesso alla luce di penetrare nel sottobosco e permettere, così, la crescita delle piante invasive. A distanza di anni, la vegetazione ad alto fusto è ricresciuta e ciò è stato visto come un naturale effetto di “auto-guarigione” e recupero da parte delle foreste stesse.

Tuttavia, le piante invasive tipiche della zona sono in grado di sopravvivere ed evolversi anche sotto chioma fitta, pregiudicando lentamente e inesorabilmente l’equilibrio ecologico.

Lo studio, dopo campionature e analisi botanico-agronomiche, ha infine confermato che le aree più vaste colpite dalle tempeste sono state più lente a recuperare a causa delle infestanti e che ciò non è relativo, evidentemente, solo alle foreste americane ma anche al resto del mondo. Si attendono dovuti approfondimenti e studi scientifici sulla questione.

FONTE: Phis.org
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