Altro che egizi, c'è stato un popolo che mummificava i morti 3.000 anni prima

Altro che egizi, c'è stato un popolo che mummificava i morti 3.000 anni prima
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Nel deserto di Atacama in Cile giacciono i testimoni silenziosi di una civiltà dimenticata, i Chinchorro, che ben 7.000 anni fa abbracciarono l'arte della mummificazione, precedendo di millenni i più celebri esempi egizi.

Questo popolo di cacciatori-raccoglitori marini, insediatosi tra il nord del Cile e il sud del Perù, non solo ha dato vita a una delle prime comunità stanziali della regione ma ha anche inaugurato una pratica funeraria di straordinaria complessità, offrendo a tutti i membri della comunità, senza distinzioni sociali, il rito della mummificazione.

A differenza degli egizi, i Chinchorro adottavano tecniche uniche per preservare i loro morti: la pelle veniva rimossa, gli organi estra­tti e, dopo aver asciugato le cavità corporee, la pelle veniva ricollocata sul corpo. Successivamente, le spoglie venivano avvolte in materiali vari, quali canne, pelli di leone marino e lana di alpaca, e i volti coperti di argilla con maschere che lasciavano spazio a occhi e bocca, completando il rituale con parrucche di capelli umani (ecco la procedura egizia, invece).

Le mummie Chinchorro, scoperte per la prima volta nel 1917 e successivamente datate con la tecnica del carbonio radioattivo, rivelano un'età che supera i 7.000 anni, rendendo questa pratica mummificatoria la più antica mai registrata.

Oggi, centinaia di questi antichi testimoni sono emersi dal deserto, alcuni casualmente durante lavori edili o esplorazioni animali, diventando parte integrante del patrimonio culturale delle comunità locali di Arica. Tuttavia, il cambiamento climatico minaccia la conservazione di questi inestimabili resti, con eventi meteorologici insoliti che portano alla luce le sepolture e li espongono agli elementi, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

La costruzione di un nuovo museo climatizzato vicino ad Arica, dal costo di circa 19 milioni di dollari, rappresenta una speranza per la salvaguardia di queste mummie (sperando che queste non vengano mangiate).

FONTE: iflscience

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