Einstein continua ad avere ragione: la relatività generale supera un altro test

Einstein continua ad avere ragione: la relatività generale supera un altro test
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Analizzando l'attrazione gravitazionale del gigantesco buco nero al centro della Via Lattea su una stella vicina, gli astronomi hanno dimostrato che le idee di Einstein sullo spazio e sul tempo sono la migliore descrizione del funzionamento della gravità.

Gli scienziati hanno ampiamente testato le previsioni della relatività generale in campi gravitazionali relativamente deboli, come quelli sulla Terra e nel sistema solare. Tuttavia, per "mettere alla prova" la teoria di Einstein, i ricercatori osservano continuamente campi gravitazionali molto più estremi, come quelli dei buchi neri supermassicci che si nascondono al centro della maggior parte delle galassie.

Attraverso queste "osservazioni estreme", i ricercatori sperano di trovare violazioni della relatività generale, che potrebbero portare a nuove teorie in grado di spiegare gli attuali misteri cosmici come la materia oscura e l'energia oscura.

"Einstein ha ragione, almeno per ora", ha dichiarato in una nota Andrea Ghez, co-autore dello studio e professoressa di fisica e astronomia alla University of California. Nello studio gli astronomi hanno osservato Sagittarius A*, il gigante che si trova al centro della Via Lattea che ha 4 milioni di volte la massa del Sole, e la stella S0-2, che completa un'orbita intorno al buco nero in 16 anni.

La stella è vicina 120 unità astronomiche (1 unità astronomica è la distanza media tra la Terra e il Sole, circa 150 milioni di chilometri) dal buco nero e viaggia fino al 2.7% della velocità della luce. Usando l'Osservatorio Keck, l'Osservatorio Gemelli e il telescopio Subaru alle Hawaii, gli astronomi sono riusciti a tracciare l'orbita completa di S0-2 in 3D, grazie anche alle misurazioni effettuate negli ultimi 24 anni.

Oltre ad aver ottenuto l'orbita 3D più dettagliata di sempre di una stella intorno a Sagittarius A*, è stato confermato l’effetto della relatività generale su un corpo soggetto a un intenso campo gravitazionale.

Lo spettro di luce osservato da S0-2 ha rivelato che il redshift (lo spostamento della luce a lunghezze d’onda diverse) causato dall'estrema gravità del buco nero supermassiccio, è coerente con i postulati della relatività generale.

Questa è la prima di molte ricerche che gli scienziati intendono condurre sulle stelle vicino a Sagittarius A*. Uno dei prossimo obiettivi è S0-102, che ha l'orbita più corta tra le oltre 3.000 stelle vicino al buco nero supermassiccio, impiegando solo 11.5 anni per compiere un'orbita.

FONTE: space.com
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