Elon Musk e Twitter: un affare da 44 miliardi, ma come cambierà?

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È bastata appena una giornata di fuoco per definire l’affare che potrebbe cambiare le carte in tavola nel mondo dei social network. Il board di Twitter ha dato il via libera all’acquisizione da parte di Elon Musk e nella serata del 25 aprile è arrivato l’annuncio. Ma cosa ne sarà della piattaforma?

Un lunedì decisamente movimentato, iniziato proprio con la clamorosa indiscrezione del Wall Street Journal: il consiglio di amministrazione di Twitter ci ha ripensato, potrebbe accettare l’offerta da 44 miliardi del patron di Tesla, e così è stato.

Una copertura in diretta quasi ora per ora, per un’operazione da oltre 54 dollari ad azione che potrebbe seriamente cambiare il volto della comunicazione online. Tutto nasce da una lunga serie di tweet di fuoco del miliardario sudafricano sulla libertà di parola, dai social network al web più in generale.

Tra post e sondaggi per la sua community, Musk ha sempre mal digerito ogni tipo di censura o limitazione, al punto da definirsi un assolutista del free speech quando alcuni governi gli suggerirono di limitare l’accesso ai media russi su Starlink.

Dopo qualche settimana, è arrivata la notizia bomba. Come un fulmine a ciel sereno, Elon Musk ha acquisito il 9,2% di Twitter, ma per sua volontà non farà parte del consiglio. A distanza di qualche giorno, poi, la clamorosa offerta per l’intero pacchetto, la “pillola avvelenata” del CDA per ostacolare l’ascesa del magnate ai vertici societari e poi il ripensamento finale con annuncio dell’affare alla chiusura dei mercati.

Questo storico passaggio di testimone segnerà un cambio di passo importante per Twitter. Musk già da tempo aveva maturato l’idea di costruire un social network open source, decentralizzato e con libertà di parola pressoché illimitata. Non è un caso, quindi, che abbia puntato proprio su Twitter, la piattaforma su cui il magnate ha maggiore seguito in assoluto, complice anche la community di Dogecoin (il cui valore per singolo token è cresciuto di oltre il 20% nel giro di poche ore).

Allo stato attuale, di punti interrogativi ce ne sono parecchi e tra i temi più caldi c’è sicuramente la questione Donald Trump. Stando alla posizione di Musk in merito alla libertà di parola, infatti, per molti sembra quasi un passaggio obbligato la riabilitazione del profilo Twitter dell’ex Presidente degli Stati Uniti, il quale, però, dopo il lancio della sua piattaforma Truth, non sembra per nulla intenzionato a voler tornare a cinguettare.

Musk ha commentato l’affare promettendo di rendere Twitter migliore che mai, potenziandolo di nuove funzionalità, rendendo l’algoritmo open source per una maggiore fiducia del pubblico e mirando a farlo diventare ancora di più un punto di riferimento per i dibattiti sul futuro dell’umanità.

Come al solito, quindi, non ci resta che attendere ulteriori sviluppi per sapere come cambieranno faccia il social network e il suo algoritmo.