Mancanza di energia elettrica e blackout: il Kosovo vieta il mining delle criptovalute

Mancanza di energia elettrica e blackout: il Kosovo vieta il mining delle criptovalute
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Non sembra placarsi il periodo nero delle criptovalute. Proprio qualche ora fa su queste pagine abbiamo discusso dell'impatto delle proteste in Kazakistan sull'andamento del Bitcoin, che sta registrando cali anche oggi. Ebbene, dal Kosovo arriva la notizia che il Governo locale ha vietato l'attività di estrazione di criptovalute.

Le motivazioni sono da ricercare nel fatto che tali attività di mining richiedono troppa elettricità. Come noto, infatti, i calcoli che devono completare i computer per estrarre le criptovalute richiedono molta energia elettrica e nel Kosovo si stanno verificando non pochi problemi da questo fronte.

Già da qualche tempo infatti nel paese sono stati programmati dei blackout ad hoc per ridurre il consumo di energia elettrica e per far fronte alla carenza. Alla fine dello scorso anno il paese era stato costretto a bloccare la più grande centrale a carbone ed ha dichiarato lo stato di emergenza a causa dei problemi di approvvigionamento dell'elettricità.

I rincari dell'energia che hanno interessato anche l'Italia si sono fatti sentire anche in Kosovo, che è uno dei paesi più poveri d'Europa, visto che oltre la metà dell'elettricità è prodotta all'estero, come sottolineato dal Governo.

Non è chiaro in che modo le attività di mining abbiano influito sul consumo di energia in Kosovo, ma la BBC ha osservato che tali pratiche erano popolari nelle aree settentrionali. Il Governo ha annunciato che saranno fermate con effetto immediato.

Qualche ora fa abbiamo anche riportato le critiche mosse a Norton Crypto per il consumo di energia.

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