Enrico VIII, l'uomo che veniva preso in giro persino dai suoi contemporanei

Enrico VIII, l'uomo che veniva preso in giro persino dai suoi contemporanei
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Chi più chi meno, tutti noi conosciamo il celebre personaggio di Enrico VIII. Non fu solo il padre di una delle più celebri regine dell'età moderna, Elisabetta I, ma anche colui che separò la chiesa cattolica da quella anglicana. Il perché è presto detto: voleva separarsi da Caterina d'Aragona, la prima di sei mogli, per sposare Anna Bolena.

Enrico VIII è stato spesso "vittima" della satira del tempo, sia nazionale che non. Sfortunatamente per coloro che vivevano in Inghilterra, il destino di chi non rimaneva anonimo era il cappio. Si stima, infatti, che circa 57.000 persone siano state giustiziate durante i 37 anni del suo regno.

Spesso non si faceva ironia solo sulle sue numerosissime relazioni amorose, ma anche sulla sua stessa persona. Dopotutto, il mondo non è tanto cambiato da qualche secolo fa. Spesso si facevano scherzi sulla sua obesità, il suo soffrire di gotta e in generale qualunque caratteristiche che nasceva con l'avanzare degli anni.

Il professore Matthew Dimmock, in un suo recente articolo sul rapporto tra i Tudor e i Turchi, ha parlato di una lettera bizzarra spedita direttamente dall' "Anticristo" orientale. In questa lettera viene promesso in dono al sovrano oro e terre del Medio-Oriente, fino a Gerusalemme, solo se avesse accettato di sposare la figlia del mittente, un certo Balthasar - imperatore di Babilonia e assistente di Lucifero.

Apparentemente non si coglie l'ironia o l'offesa dietro questo testo. Tuttavia, bisogna considerare che esso probabilmente risale al 1540, quando Enrico VIII aveva da poco divorziato con la sua quarta moglie, Anna di Clèves e in procinto di sposarsi con la povera Catherine Howard (In Inghilterra, per ricordare il destino delle mogli di Enrico VIII, si usa una semplice frase "Divorced-Behaded-Died-Divorced-Behaded-Survived" che corrisponde in italiano a "Divorziata-Decapitatata-Morta di malattia-Divorziata-Decapitata-Sopravvissuta". Piazzate Catherine Howard al quinto posto e verrete a conoscenza del suo crudele destino).

Al contrario del matrimonio con Caterina d'Aragona, durato 24 anni, Anna di Clèves "scappò" abbastanza in tempo dalla corte inglese. Contrariamente all'opinione pubblica, la breve consorte del re accettò volentieri le condizioni del divorzio. Queste prevedevano:

  • Il conferimento del titolo di "Amatissima sorella del re" (concesso solo alle figlie e alla consorte del sovrano)
  • La concessione del Richmond Palace e il Castello di Hever
  • Una rendita annua di 25.000 sterline

Potrete immaginare chi, tra tutte le consorti, ebbe la vita migliore.

"Questa lettera è bizzarra, curiosa e divertente. E' aspramente satirica sul regno di Enrico VIII, soprattutto sui suoi matrimoni. Ci spiega che la vita sentimentale del re era diventata così ridicola persino per i sudditi che avrebbe sposato la figlia dell'Anticristo se fosse stato necessario" ha spiegato il professor Dimmock.

Il fatto che Enrico VIII si prendesse molto sul serio e condannasse la satira con la morte rende questa lettera una scelta coraggiosa. Non solo dimostra come fosse geniale il mittente, perché imitò lo stile delle lettere diplomatiche del tempo per farla arrivare direttamente a corte, ma come un intero paese avesse il bisogno di una figura più stabile in un momento di forte crisi d'identità e politica.

Se siete interessati all'età dei Tudor, potreste non sapere che in questa complessa epoca di Riforma e Controriforma, vi erano numerose comunità africane in Inghilterra e alcune figure di queste ebbero contatti persino con la corte.

FONTE: The Argus
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