Eric Schmidt di Google: "ok all'IA per usi militari. Ma bisogna stabilire dei principi"

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Anche Eric Schmidt di Alphabet si schiera dalla parte di Elon Musk. L'ex CEO di Google, infatti, sostiene che la Silicon Valley ha bisogno di fugare i propri dubbi sulla fornitura di servizi legati all'intelligenza artificiale ai militari prima di collaborare con il Pentagono.

Testimoniando dinanzi al Commissione per i Servizi Armati della Camera, Schmidt ha affermato che l'intelligenza artificiale potrebbe diventare utile per "scopi difensivi e forse offensivi" in guerra, ed il suo sviluppo dovrebbe essere fatto con l'aiuto del settore privato.

Alla domanda della rappresentante Elise Stefanik su come questo potrebbe avvenire considerando la riluttanza della aziende della Silicon Valley a lavorare con il Dipartimento della Difesa, Schmidt ha affermato che le imprese hanno bisogno di concordare tra di loro una sorta di vademecum per stabilire le norme accettabili.

"L'industria dovrà arrivare ad una serie di accordi sui principi dell'intelligenza artificiale. In particolare dovrà stabilire gli usi appropriati e quelli che non lo sono. La mia ipotesi è che ci sarà qualche tipo di consenso tra i principali esponenti del settore" ha affermato Schmidt, il quale ha comunque precisato di parlare a titolo personale e non a nome di Alphabet.

Schmidt ha anche parlato di Project Maven, il tanto contestato e discusso programma del Pentagono con cui sta lavorando proprio il motore di ricerca, tra le polemiche dei dipendenti. Maven ha ad oggetto l'utilizzo delle tecnologie di Google per l'addestramento dei droni militari, in modo tale che questi possano riconoscere gli obiettivi sfruttando l'IA.

L'ex amministratore delegato di Google davanti alla Commissione ha affermato di non essere coinvolto in alcun modo nel processo decisionale riguardante Project Maven, ma indiscrezioni suggeriscono che Big G potrebbe presto abbandonarlo. La lettera dei dipendenti infatti ha avuto un eco mediatico importante, e potrebbe aver costretto la compagnia ad abbandonare il progetto per paura che il marchio venga offuscato.

"Le società più importanti in termini d'intelligenza artificiale si concentrano sulla raccolta dei dati su cui addestrare l'IA e gli esseri umani ad eseguire operazioni basate su di esse. Se il Dipartimento della Difesa vuole utilizzare l'intelligenza artificiale, deve continuare a puntare su Project Maven e creare una base per far prosperare progetti simili. E' indispensabile che il Dipartimento si concentri su queste tecnologie per assicurarsi che lo sviluppo delle tecnologie avvenga in un quadro appropriato, etico e responsabile" scrive Schmidt nella testimonianza.

FONTE: The Verge
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