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Due eroici sommozzatori italiani, Simone Musumeci e Antonio Di Franca, gestori di un'agenzia di immersioni subacquee, nel dicembre dello scorso anno stavano conducendo un'escursione nelle acque al largo dell'isola di Fuvahmulah, alle Maldive. Quando all'improvviso sono diventati i protagonisti di una storia eroica.

"Mentre i sommozzatori stavano lentamente tornando sulla barca, la nostra guida Gianluca, che era a bordo, ha gridato di aver avvistato uno squalo balena", afferma Simone. "Ho rimesso immediatamente la maschera e sono andato a guardare sott'acqua. Ho subito notato un maestoso animale nuotare verso di noi con una grande corda al collo."

Fu allora che il team decise di aiutare l'animale indifeso. "Ci sono voluti circa dieci minuti per liberare lo squalo, mentre ci trascinava e ci tenevamo alla fune a una profondità di circa quattordici metri." Dopo aver liberato l'animale, afferma il team, lo squalo (il più grande in assoluto) rimase immobile per un momento, come se avesse capito di essere stato liberato, per poi scomparire nelle profondità oceaniche.

"Pochi istanti dopo è apparso di nuovo e ci ha avvicinato come se volesse ringraziarci", afferma l'uomo. "È stata una delle esperienze più belle della nostra vita e non la dimenticheremo mai." Come l'animale sia rimasto intrappolato non è dato saperlo, ma sicuramente la corda farà parte del gran numero di rifiuti che finiscono nei nostri oceani. "Gli squali balena percorrono grandi distanze e potrebbe essere successo da qualche parte lontana dalle Maldive", afferma Donatella Moica, direttrice marketing e comunicazione dell'agenzia Macana Maldives. "Sicuramente portava la corda da un po' considerando i segni attorno al suo corpo."

FONTE: dailymail
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L'eroico salvataggio di uno squalo balena da parte di due sommozzatori italiani, il video