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Sta facendo molto discutere il data breach che ha interessato il sito web del Ministero della Giustizia, che ha esposto i dati di 25mila aspiranti avvocati che si sono collegati al portale per completare l'esame di abilitazione professionale.

Quanto avvenuto ricorda quanto avvenuto lo scorso anno al sito web dell'INPS. Secondo quanto affermato, infatti, nel momento in cui i candidati tentavano di collegarsi alla pagina per effettuare la prova, si sono ritrovati di fronte i dati di altri iscritti, con tanto di nome, cognome, data di nascita, residenza, numeri di telefono, f23 ed i voti agli esami ottenuti negli anni precedenti.

A scatenare le polemiche il fatto che il molti, non consci di trovarsi di fronte ad un data breach, hanno cliccato sul pulsante "rinuncia" in quanto convinti si trattasse di un errore, ma ciò ha impedito ad un perfetto sconosciuto di sostenere l'esame.

Non è chiaro da cosa sia causato questo data breach: in molti puntano all'hackeraggio, mentre altri ad un "banale" malfunzionamento del sito che, però, ha scatenato non poche polemiche sul web oltre che l'ironia su Facebook nei gruppi in cui di discuteva appunto della prova.

L'esame si sarebbe dovuto svolgere lo scorso aprile, ma con ogni probabilità verrà rinviato ulteriormente.

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