Esercizio fisico? Per la scienza è meglio farlo sempre alla stessa ora

Esercizio fisico? Per la scienza è meglio farlo sempre alla stessa ora
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Una ricerca che è da poco stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Communications, sembra dimostrare non solo quanto sia importante svolgere quotidianamente esercizio fisico, ma anche quanto sia determinante farlo allo stesso orario. Scopriamo perché!

Solo poche ore fa vi abbiamo dimostrato come allenarsi troppo possa far male. Adesso però, parliamo nello specifico di una ricerca condotta dall’Università di Manchester nel Regno Unito, che dimostra quanti benefici il nostro corpo trae dallo svolgere gli stessi esercizi negli stessi orari.

Tanto per cominciare è opportuno ricordare l’esistenza di un vero e proprio orologio biologico all’interno del nostro cervello, definito nucleo soprachiasmatico (SCN). Tale area, contribuisce attraverso complessi processi fisiologici a regolare il nostro ciclo sonno-veglia. Nonostante sia sicuramente il più importante, esistono anche "altri orologi" periferici diffusi in tutto il corpo.

In particolare, risultano fondamentali quelli presenti nelle articolazioni e nella colonna vertebrale. A questo punto, come accade per le sveglie presenti all’interno della vostra abitazione, è necessario che siano realmente sincronizzate tra loro (orologi periferici e SCN).

Precedenti ricerche infatti, hanno già dimostrato che gli orologi non sincronizzati nei tessuti periferici possono aumentare l’insorgenza di diverse patologie come il diabete e le malattie cardiovascolari.

"I nostri risultati hanno mostrato che le attività fisiche mattutine, associate ai ritmi giornalieri del ciclo sonno/veglia, trasmettono informazioni temporali dall'orologio centrale sensibile alla luce nel cervello ai tessuti scheletriciche sostengono il peso. In effetti, il tuo cervello sta dicendo al tuo sistema scheletrico che è ora di svegliarsi", afferma Qing-Jun Meng, un cronobiologo.

Per raggiungere dei simili risultati, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di reporting genetico per monitorare gli orologi presenti nella cartilagine all’interno delle articolazioni e nei dischi intervertebrali della colonna vertebrale appunto. Il tutto è stato fatto nel cervello di vari topi mentre si esercitavano sui tapis roulant in momenti diversi della giornata.

I risultati dimostrano che attraverso complessi meccanismi osmotici, gli orologi periferici si resettano più facilmente (un processo utile a migliorarne la salute) se l’attività fisica viene svolta nello stesso orario, sincronizzandosi inoltre con il nucleo soprachiasmatico.

"Abbiamo identificato che il disallineamento tra gli orologi della cartilagine e dei dischi intervertebrali e il nostro orologio centrale nel cervello può verificarsi attraverso l'esercizio svolto in un momento inappropriato", afferma Meng.

Considerando dunque che 10 minuti di aerobica prevengono la morte per diverse patologie, perché non farli sempre allo stesso orario per ottimizzare anche i nostri orologi biologici?