L'espansione dell'Universo continua a creare polemica. Nuova misurazione confonde ancora

L'espansione dell'Universo continua a creare polemica. Nuova misurazione confonde ancora
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Gli scienziati lo sanno per certo: l'Universo si sta espandendo. Quello che non sanno, però, riguarda la velocità con cui il cosmo si stia espandendo. Ciò ha gettato in crisi in cosmologi, che trovano sempre nuove stime differenti della velocità di espansione dell'Universo.

Questa espansione venne calcolata per la prima volta dall'astronomo americano Edwin Hubble quasi un secolo fa, dopo aver realizzato che ogni galassia nell'Universo si stava allontanando dalla Terra ad una velocità proporzionale alla distanza di quella galassia dal nostro pianeta. Il problema è che, negli ultimi anni, diversi team non sono d'accordo su quale sia esattamente il valore di questa espansione, chiamata "costante di Hubble".

Le misurazioni effettuate utilizzando la radiazione cosmica di fondo (CMB), un residuo del Big Bang, indicano che la costante di Hubble si attesta a 67.4 chilometri al secondo per megaparsec; mentre osservando delle stelle note come Cefeidi, un diverso gruppo di astronomi ha calcolato che l'espansione dell'Universo è di 73.4 chilometri al secondo per megaparsec. La discrepanza sembra irrilevante, ma nessuno delle due parti sembra essere in errore.

Una nuova misura, però, getta nuovo caos tra questo diverbio di lunga data. Utilizzando il telescopio spaziale Hubble, un team di astronomi ha studiato la luce di sei quasar tra 3 miliardi e 6.5 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra. Il team ha ricavato un valore della costante di Hubble di 73.3 chilometri al secondo per megaparsec, vicino alle misurazione delle Cefeidi, ma molto lontano da quello della radiazione cosmica di fondo.

Lo scorso anno un'altra misurazione, questa volta osservando le stelle giganti rosse, diede un valore della costante cosmologica di 69.8 chilometri al secondo per megaparsec. Secondo Geoff Chih-Fan Chen, un cosmologo dell'Università della California, questi numeri così distanti indicano che potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nei nostri modelli attuali dell'Universo.

FONTE: space.com
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