Degli esploratori sono riusciti a fotografare un relitto a 6,5 km di profondità

Degli esploratori sono riusciti a fotografare un relitto a 6,5 km di profondità
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Dopo anni di ricerche e studi, alla fine degli esploratori sono riusciti a raggiungere, nelle più estreme profondità dell'oceano, la USS Johnston, uno dei tanti cacciatorpediniere affondati dai giapponesi il 25 ottobre del 1944 (nel penultimo anno della Seconda Guerra Mondiale). Questa nave venne localizzata, per la prima volta, nel 2019.

Prima d'allora, non si sapeva molto sul destino tragico di questo lanciamissili. Come tante altre imbarcazioni della Seconda Guerra Mondiale, era affondato in una parte delle mare troppo profonda per poter essere raggiunto, inizialmente, anche dai nuovi sottomarini a comando remoto.

Si contava che l'imbarcazione militare avesse raggiunto i circa 6456 metri di profondità, l'altezza equivalente di 15 Empire State Building (i celebri grattacieli di New York).

Tuttavia, il comandante della marina militare statunitense Victor Vescovo non si lasciò demoralizzare alla scoperta e decise di fare di tutto per poter recuperare delle foto, il più dettagliate possibile, su questo cacciatorpediniere del secondo conflitto mondiale.

Per poter condurre questo delicatissimo e ambiziosissimo tipo di ricerca, il militare ha deciso di utilizzare un sommergibile particolare, il DVS Limiting Factor - uno dei più sofisticati strumenti d'esplorazione sottomarina ad oggi.

In una spedizione durata ben 8 ore, alla fine, l'obiettivo è stato raggiunto: l'uomo si è spinto, grazie alle sue tecnologie, a profondità mai raggiunte, fino ad adesso, sotto il livello del mare per poter studiare i resti di una nave distrutta.

Gli esploratori, all'interno del sommergibile, erano il tenente in pensione della Marina statunitense Parks Stephenson, esperto anche di storia navale, e il tecnico Shane Eigler. Insieme a Vescovo, i tre sono riusciti a scattare svariate immagini in alta risoluzione, comprendendo meglio gli eventi e le dinamiche che portarono all'USS Johnston a sprofondare.

Come abbiamo detto prima, era il 1944 quando il lanciamissili venne dato per disperso. All'epoca misurava circa 115 metri in lunghezza e 12 in larghezza. Fu un bersaglio molto importante per i nemici asiatici, che riuscirono a colpirlo e farlo affondare durante la Battaglia del Golfo di Leyte, un'insenatura del mare delle Filippine.

E' probabile che la nave che li attaccò fosse la Yamato, cioè la più grande imbarcazione della flotta navale giapponese. Nonostante fossero stati colpiti, l'intera ciurma, compreso il capitano Ernest Evans, lottarono fino alla fine contro il nemico, tantoché questo gesto valse loro la medaglia al coraggio - seppur fossero morto quel fatidico 25 ottobre.

Tuttavia, per quanto si sia riusciti a ricostruire parte delle dinamiche, i dettagli e le foto non sono state rese pubbliche alla stampa. La speranza è che queste informazioni vengano conservate in degli archivi e che possano tornare utili, in futuro, ai prossimi ricercatori di storia navale.

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