Potrebbe esserci vita in questi pianeti molto più grandi della Terra?

Potrebbe esserci vita in questi pianeti molto più grandi della Terra?
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Gli esobiologi hanno a lungo sostenuto che non dovremmo presumere che tutta la vita nell'universo si possa sviluppare solo su pianeti simili alla Terra. Gli oceani sotto la superficie di Encelado e Ganimede, satelliti di Saturno e Giove, potrebbero infatti supportare addirittura la vita terrestre.

Anche Titano, con la sua ricca percentuale di metano, potrebbe sostenere forme di esistenza esotica, poiché alla fine la vita richiede tre ingredienti principali: energia, acqua e superficie.

I primi due sono abbastanza ovvi. Una qualche fonte di energia per sopravvivere è fondamentale, sia essa solare o geotermica, l'acqua poi è la soluzione ideale per consentire l'interazione tra molecole complesse.

Il terzo requisito, la superficie, è relativo. Non è infatti una condizione obbligatoria affinché la vita sopravviva, poiché molti organismi possono trascorrere la loro intera vita sia in acqua che in aria, ma la sua importanza è comunque da non sottovalutare, considerando il fatto che su di una superficie è possibile che vengano a crearsi grandi molecole organiche, sviluppando così una complessità degli esseri viventi.

Questo nuovo studio, pubblicato su Universe, sostiene che mentre la chimica di superficie potrebbe essere necessaria per la nascita della vita in un sistema planetario, non è comunque fondamentale per la sua prosperità. Il lavoro si è concentrato infatti sui caldi mondi subnettuniani. Questi pianeti, circa 8-10 volte più massicci della Terra, sono piccoli pianeti gassosi con un'atmosfera densa ma senza superficie.

Il team di ricerca ha constatato come siano ricchi di acqua e molecole organiche necessarie per creare una zona vivibile all'interno della loro atmosfera, abbastanza stabile da consentire ad un'eventuale forma di vita di rimanere in sospensione abbastanza a lungo da riprodursi prima di affondare nelle proibitive profondità del pianeta.

Lo studio ha concluso inoltre che se in un sistema esoplanetario è presente un cintura di asteroidi instabile, sarebbe molto probabile l'eventualità di impatti meteorici con i pianeti subnettuniani ed i mondi terrestri più piccoli, dando così la possibilità di una sorta di "impollinazione" incrociata che potrebbe dare il via alla vita.

FONTE: MDPI
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