Gli esseri umani saranno mai immortali? Ecco le "soluzioni" della scienza

Gli esseri umani saranno mai immortali? Ecco le 'soluzioni' della scienza
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“Di sicuro ci sono solo le tasse e la morte” recita il famoso adagio che descrive la condizione umana. Se da un punto di vista biologico risulta una verità alquanto innegabile, come spiega un recente studio sull’età massima raggiungibile da un essere umano, volgendo lo sguardo al mondo digitale l'immortalità potrebbe non essere così impossibile.

Gli esseri umani invecchiano e muoiono, questo è un dato di fatto a cui nessuno può sottrarsi, ma nel regno animale ci sono alcuni esempi che non "giocano secondo le regole". Tra questi possiamo citare la medusa immortale capace di rigenerarsi all’infinito e piccoli animali invertebrati noti con il nome di idra.

Riguardo questo microscopico animaletto, la sua caratteristica è quella di essere costituito da cellule staminali, capaci di dividersi e creare nuove cellule potenzialmente all'infinito. "Non sembrano invecchiare, quindi potenzialmente sono immortali" ha dichiarato Daniel Martínez, scopritore delle capacità anti-invecchiamento dell'idra.

Se consideriamo la biologia umana, noi stessi possediamo cellule staminali per la riparazione di porzioni del nostro corpo. Purtroppo, il numero delle cellule adibite a rigenerazione è limitato. Questa limitazione è dovuta all’incredibile varietà delle cellule umane che, nel corso dell’evoluzione, ha raggiunto un incredibile livello di specializzazione.

"Facciamo impegnare le cellule in una funzione e, nel farlo, devono perdere la capacità di dividersi" spiega Martínez. E quando invecchiano le cellule lo stesso facciamo noi.

L’essere umano non può sostituire le componenti deteriorate con meccanismi simili a quelli dell’idra, poiché, dato l’alto grado di specializzazione, le cellule risultano vitali e insostituibili. Un esempio è rappresentato dai neuroni, la cui sostituzione determinerebbe perdita della memoria.

Ciononostante, studi su queste affascinanti forme di vita potrebbero consentire all’uomo di individuare meccanismi per vivere una vita più sana, potenziando l’attività delle cellule man mano che invecchiano, anche se l’immortalità biologica resta molto improbabile, in misura umana.

Il limite biologico imposto alla vita umana è di massimo 150 anni, secondo recenti studi. Oltre questo limite le capacità rigenerative delle cellule perdono d'efficacia. Quindi, per vivere oltre l’imposizione biologica, sarà necessario affidarsi alla tecnologia.

Secondo alcune compagini della comunità scientifica, l’unico modo che gli esseri umani hanno per potere sperimentare un accenno di immortalità sarà attraverso l’innovazione tecnologica. Un ramo interessante è proprio quelle della nanotecnologia, basata su macchine di scala nanometrica che interverrebbero nei processi biologici, direttamente sulle cellule, per riparare i danni e prevenirle dall’invecchiamento.

Un’altra “soluzione” per raggiungere l’obiettivo dell’immortalità potrebbe provenire dal trasferimento della coscienza in una macchina computerizzata. Un compito per nulla facile, dato che sarà necessaria una mappatura di circa 86 miliardi di neuroni del cervello umano, ma, qualora possibile, potrebbe rappresentare una svolta epocale.

Quando la mente umana sarà trasferibile in un apparato computerizzato, non sarà più necessario preoccuparsi delle condizioni fisiologiche del corpo. In merito a questa possibilità, alcuni studiosi pongono l’obiettivo su una domanda che scaturirebbe dal procedimento: Saremmo ancora noi stessi?

Alla luce di queste incredibili alternative, che permetterebbero agli umani di proiettarsi verso il “miraggio dell’immortalità”, non sarebbe preferibile aspirare a quella forma di vita eterna che sperimentano poeti, scrittori e le grandi personalità della storia umana?

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