Gli esseri umani potranno correre più veloci degli animali? Ecco cosa dice la scienza

Gli esseri umani potranno correre più veloci degli animali? Ecco cosa dice la scienza
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Nel regno animale sono numerosi gli esempi di specie dalla velocità che potremmo definire prodigiosa. Tra questi troviamo i ghepardi e le antilopi, nella loro eterna corsa per la sopravvivenza. L’uomo, invece, si attesta su un ben più “misero” valore e la scienza, col suo occhio indagatore, ha provato a spiegare il perché di questa discrepanza.

Diverse specie di animali sono in grado di raggiungere velocità considerevoli, trattandosi di esseri evolutivamente adattati allo sprint e caratterizzati da corpi snelli, zampe lunghe e una colonna vertebrale flessibile. I ricercatori dell'Istituto di zoologia dell'Università di Colonia, in collaborazione con altri team internazionali, hanno ideato un modello che, valutando le caratteristiche morfologiche e fisiologiche delle specie animali, è in grado di sancire le velocità massime raggiungibili.

Gli esseri umani (e parliamo di atleti) possono raggiungere velocità di corsa di 45 km/h. Questo dato di per sé potrebbe inorgoglire, ma ,se paragonato a quello di alcuni “velocisti della natura”, non risulta poi così incredibile. Gli esempi più lampanti e conosciuti sono quelli del ghepardo, felino africano capace di superare i 100 km/h, e l’antilope, con i suoi 90 km/h. Ciò ci permette di dare una certa misura alla velocità raggiungibile da un umano allenato.

Lo studio, guidato dal Dr. Michael Günther, ha analizzato una serie di parametri biomeccanici responsabili della velocità massimale di alcune specie, facendo riferimento soprattutto al grande ruolo che la struttura del corpo gioca nel processo. La chiave di volta per analizzare questo fenomeno è espressa da due fattori, ovvero l’equilibrio tra spinta propulsiva e l’attrito generato dalla resistenza dell’aria, e l’inerzia dei muscoli principali che producono la propulsione.

Avvalendosi di un approccio allometrico (studio che analizza il rapporto tra le dimensioni, morfologia del corpo e il comportamento) il Dr. Tom Weihmann dell'Istituto di zoologia di Colonia afferma che "Questo approccio principale descrive come la forma di un organismo deve cambiare in funzione delle dimensioni del corpo per raggiungere un'elevata velocità di corsa e come forme specifiche influenzano la velocità massima che può essere raggiunta"

Ciò limita la velocità degli animali dalla grande mole come gli elefanti. Questi, pur avendo arti più lunghi, sono dotati di ossa pesanti e poco mobili che ne limitano la velocità massima. Quest'ultima, però, dipende anche da altri fattori strutturali, come il numero di arti locomotori e la flessibilità della colonna vertebrale. Caratteristiche che permettono a molti mammiferi di raggiungere velocità considerevolmente più elevate di specie erette, come gli uomini.

Per quanto riguarda l'essere umano, quindi, il modello mostra che, a meno di scarpe speciali, esoscheletri, o mirabolanti meraviglie evolutive che allunghino magicamente gli arti e fortifichino i tendini, per il momento sembra aver raggiunto il suo optimum di velocità.

FONTE: Phys
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