La parte più esterna del Sole, la corona solare, è più calda della superficie della stella

La parte più esterna del Sole, la corona solare, è più calda della superficie della stella
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Ci sono tantissimi fenomeni nell'universo che gli scienziati non riescono ancora a decifrare. Uno di questi si trova proprio vicino a noi, nel corpo celeste che ci riscalda e ci permette di vivere: la nostra bella stella, il Sole.

La parte più esterna dell'atmosfera del Sole, la corona solare (quella che si vede durante un eclissi o tramite un apposito telescopio dotato di un disco solare), è molto più calda della superficie della stella. La differenza non è marginale: la superficie dell'astro è calda circa 5.500 °C, mentre la corona è calda milioni di gradi.

Gli eventi nella corona influenzano tutti i mondi presenti intorno al Sole, compresa la Terra. Capire il comportamento della nostra stella infatti, potrà aiutarci a prevedere i suoi comportamenti, così da proteggerci in modo adeguato.

Anche con le tecnologie odierne studiare la corona non è facile. Emette la maggior parte della sua luce alle lunghezze d'onda dei raggi ultravioletti e dei raggi X ad alta energia, che sono bloccati dall'atmosfera terrestre (per fortuna).

"È semplicemente strano", afferma Amy Winebarger, astrofisica del Marshall Space Flight Center della NASA. Per fare un esempio, è come allontanarsi da un falò e sentire sempre più freddo fino a quando, improvvisamente, l'aria diventa molto più calda.

Ci sono diverse idee su questi strani comportamenti, ma sono tutte molto difficili da testare. Per capire al meglio il meccanismo dietro alla stella bisogna studiarla da vicino; è questo l'obiettivo della sonda Parker Solar Probe, che si avvicinerà a meno di 6 milioni di chilometri dal Sole.

Nei prossimi mesi, Parker sarà affiancata da altri due progetti, un nuovo telescopio solare e la missione Solar Orbiter dell'Agenzia spaziale europea. Grazie a queste tre collaborazioni i ricercatori sperano di svelare alcuni dei più grandi misteri del Sole. Non vediamo l'ora di scoprirli.

FONTE: astronomy
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