Ethereum, il passaggio al Proof-of-Stake slitta ancora: rimandato all'estate

Ethereum, il passaggio al Proof-of-Stake slitta ancora: rimandato all'estate
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Dopo la ripresa di Ethereum degli ultimi giorni, che ha riportato la criptovaluta su valori attorno ai 3.000 Dollari, un altro problema potrebbe farne di nuovo calare il valore. A quanto pare, infatti, il passaggio della blockchain Ethereum al proof-of-stake sarebbe in ritardo, e non avverrà a giugno, come inizialmente preventivato.

La notizia arriva direttamente dal profilo Twitter di uno degli sviluppatori della criptovaluta, Tim Beiko, che ha spiegato che "[il passaggio al proof-of-stake] non avverrà a giugno, ma probabilmente pochi mesi dopo. Non abbiamo ancora una data certa, ma siamo sicuramente all'ultima pagina del proof-of-work su Ethereum".

Come fa notare CoinDesk, comunque, quello delle scorse è solo l'ultimo di una lunga serie di ritardi degli aggiornamenti della blockchain Ethereum, il cui passaggio al proof-of-stake, detto anche Merge, sarebbe dovuto avvenire già nel 2019. I posticipi, infine, sono culminati nella nuova roadmap di Ethereum, pubblicata a fine gennaio e che potrebbe non essere rispettata a sua volta a causa del ritardo all'estate del Merge.

Quest'ultimo, comunque, non sarebbe altro che il passaggio dagli algoritmi di validazione proof-of-work (PoW), già usati da Bitcoin, a quelli Proof-of-Stake (PoS), che richiedono meno risorse e meno energia per funzionare, e che per questo vengono visti da molti come una strada obbligata da percorrere in futuro, specie per motivazioni di sostenibilità ecologica.

Il passaggio al PoS, infatti, ridurrà i costi energetici del 99% su tutta la blockchain di Ethereum, migliorando anche la sua scalabilità. Tuttavia, la costruzione di un nuovo sistema di consensus attorno a Ethereum resta ancora un processo decisamente complesso, sia in termini ingegneristici che in termini economici.

FONTE: Coindesk
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