Quali furono gli eventi che portarono alla caduta dell'egemonia romana in Inghilterra?

Quali furono gli eventi che portarono alla caduta dell'egemonia romana in Inghilterra?
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La conquista della Britannia avvenne nel 43 d.C., dopo quasi un secolo che era entrata nelle mire espansionistiche di Roma. Tuttavia, le terre inglesi finirono per dipendere intrinsecamente dall'occupazione legionaria, che non poteva essere finanziata per sempre. Infatti, fu con la prima grande crisi dell'Impero che il controllo andò a cedere.

Le isole britanniche non furono mai dei territori facili da gestire. Non a caso, fu proprio in questa amplia regione che si diede il via alla costruzione di due dei limes più importanti e celebri dell'Impero, cioè il Vallo di Adriano e quello Antonino, il cui obiettivo era cercare di separare i territori occupati dai romani da quelli delle popolazioni che abitavano la Scozia.

L'intera esistenza della provincia inglese istituita era intrinsecamente dipendente dal come i legionari l'amministravano. Spesso, però, i vari gruppi militari si sfidavano a vicenda per chi dovesse prendere il potere principale, facendo dilagare la corruzione.

L'evento, forse, più importante da ricordare furono le campagne in Britannia del Conte Teodosio, cioè una serie di guerre combattute da Flavio Teodosio, padre del futuro imperatore Teodosio I, tra il 367 e il 369 d.C.

All'epoca l'intero Impero d'Occidente era guidato da Valentiniano I. Questo spediva ingenti somme di denaro nelle terre inglesi, ma i livelli di corruzione tra gli ufficiali militari crebbero al punto che persino le truppe non vennero più pagate.

Molti soldati iniziarono a disertare, la popolazione civile cominciò a patire la fame e, se questo non fosse abbastanza, persino i barbari della Caledonia (odierna Scozia) iniziarono a far pressione nei limes principali - al punto, persino, di irrompere dentro i confini.

In uno stato di completo caos, Flavio Teodosio in due anni riuscì a ristabilire l'ordine. Tuttavia, la pace durò poco, perché nel 383 d.C. il generale Magno Massimo venne proclamato imperatore dalle legioni in Britannia, visto che erano scontente dell'inserimento di barbari scozzesi ed irlandesi tra le loro fila.

Pur avendo ottenuto in poco tempo il titolo di sovrano di Britannia, Gallia ed Hispania, lasciò la prima sempre con meno legioni ed amministratori potenti, che potessero difendere le terre da eventuali invasioni barbariche, perché interessato unicamente ai giochi di potere a Roma.

Seguì il regno dell'imperatore Stilicone, tra il 382 e il 402 d.C., ma, anche in questo caso, la Britannia venne sempre più dimenticata. In particolare, il sovrano decise di far ritirare le truppe presenti intorno al Vallo di Adriano, per poter combattere su due nuovi fronti continentali: quello contro i Visigoti di Alarico e gli Ostrogoti di Radagaiso.

L'assenza di un potere romano centrale nelle isole britanniche viene documentato anche dagli stessi reperti archeologici. Gli studiosi, infatti, hanno notato che dall'impero di Stilicone in Britannia non vennero più coniate nuove monete romane.

Con Costantino III si concluse l'effettiva dominazione romana sulle isole britanniche. Egli, in teoria, avrebbe dovuto guidare la Britannia, ma le sue ambizioni politiche lo portarono a voler usurpare il titolo di imperatore centrale, che allora apparteneva a Flavio Onorio. Per questo, prese le ultime legioni che rimanevano sul suolo inglese e andò a combattere nel continente.

Bretoni e Galli si rivoltarono, viste le precarie condizioni di vita che vivevano da secoli, e, rifiutando i massimi principi del diritto romano, ripresero le loro vecchie consuetudini e si armarono per la loro indipendenza.

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