FaceApp e privacy: l'app carica davvero tutte le foto personali su un server?

FaceApp e privacy: l'app carica davvero tutte le foto personali su un server?
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FaceApp è di nuovo sulla cresta dell'onda, e negli ultimi giorni sono stati tanti gli utenti che hanno partecipato alla #AgeChallenge (o #FaceAppChallenge) sui social. Tuttavia, l'applicazione è anche al centro di qualche preoccupazione per i suoi meccanismi di raccolta dati.

Il tutto è cominciato quando lo sviluppatore di app Joshua Nozzi sul proprio account ufficiale Twitter ha invitato gli utenti a non utilizzare FaceApp in quanto caricherebbe tutte le immagini presenti in galleria sui propri server. La legittimità dell'affermazione però è stata contestata da vari ricercatori di sicurezza, i quali hanno affermato che ad oggi non sono stati trovati riscontri ufficiali.

Alcuni studi però hanno dimostrato che FaceApp applica i filtri da remoto e non in locale, il che significa che deve per forza caricare le informazioni sui server dell'azienda.

Gli sviluppatori dell'applicazione non hanno chiarito la loro politica sulla privacy, e nei documenti non viene menzionata l'elaborazione delle fotografie lato server, tanto meno è indicato per quanto tempo vengono conservate le foto ritoccate ed originali.

Nell'informativa si legge che l'app raccoglie informazioni sulla posizione e la cronologia di navigazione dei dati degli utenti, che pur non essendo vendute a terzi, "possono essere condivise con i partner pubblicitari per fornire annunci mirati".

Analizzando il codice sorgente, gli sviluppatori hanno anche scoperto che su iOS FaceApp sfrutta un'API introdotta con iOS 11 che consente agli utenti di caricare una singola fotografia senza dare accesso all'intera libreria. La stessa API però può essere chiamata in causa anche se l'utente ha impostato le opzioni della privacy su "mai". Quest'ultimo problema però riguarda Apple e non FaceApp.

FONTE: TNW
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