Facebook contro Cambridge Analytica: "rubati 50 milioni di profili per aiutare Trump"

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Terremoto sulla Casa Bianca da Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg, infatti, ha annunciato che la società di analisi dati, Cambridge Analytica, avrebbe rubato i profili Facebook di 50 milioni di utenti al fine di utilizzare le informazioni ottenute per influire sui risultati delle elezioni presidenziali americani e sulla Brexit.

All'epoca dei fatti contestati, tra i vertici della compagnia figurava anche Steve Bannon, uno dei principali consiglieri di Trump che ha fatto da assistente personale e stratega della campagna elettorale.

Secondo Facebook la compagnia avrebbe incamerato un'enorme quantità di dati ed informazioni personali degli utenti senza autorizzazione (si parla di una procedura iniziata ad inizio 2014), senza poi distruggerli. Cambridge Analytica era già da tempo nel mirino di Robert Mueller, il procuratore speciale che sta indagando sul Russiagate.

L'accesso ai dati degli elettori sarebbe stato possibile attraverso l'accademico russo-americano Aleksandr Kogan, dal quale li avrebbe acquistato. Tuttavia Kogan aveva chiesto il permesso di Facebook, che glie l'aveva concesso per semplici motivi di studio.

E' chiaro però che questa notizia è destinata a riaccendere i riflettori sul Russiagate e sull'eventuale ingerenza della Russia (che proprio ieri ha rinnovato il mandato a Putin per la quarta volta con una percentuale del 75 per cento) sull'elezione di Donald Trump.

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