Facebook, dipendenti in rivolta contro Zuckerberg e Trump: scioperano in 600

Facebook, dipendenti in rivolta contro Zuckerberg e Trump: scioperano in 600
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Rivolta negli uffici di Facebook, dove circa 600 dipendenti stanno scioperando contro Mark Zuckerberg e la sua decisione di non prendere alcuna posizione nei confronti di Donald Trump e dei suoi post pubblicati sul social.

Alla lista si è aggiunto anche Margo Stern, che in passato si è occupato di contenuti in Twitter ed ora fa lo stesso nella società di Zuckerberg. "Partecipo anche io allo sciopero virtuale in seguito alla decisione di non moderare i contenuti che pensiamo violino gli standard della piattaforma" ha scritto, riferendosi alla decisione del CEO di non controllare ciò che scrive Donald Trump, a differenza di quanto fatto dal social di microblogging che ha scatenato le furie dello stesso Presidente.

A quanto pare a scatenare le proteste è stato l'ultimo messaggio di Trump, il quale sulle proprie pagine Facebook e Twitter ha scritto che "quando iniziano i saccheggi, si inizia a sparare". La piattaforma di Jack Dorsey ha immediatamente rimosso il tweet per incitamento alla violenza, mentre Facebook non ha fatto lo stesso ed infatti è ancora disponibile.

Alche alcuni dirigenti di rilievo come Ryan Freitas, che si occupa del NewsFeed, su Twitter si sono detti contrari alla decisione di Mark, che "sta sbagliando, e farò di tutto per fargli cambiare idea. Siamo in 50 a pensarla così e ci stiamo organizzando". Jason Toff, che lavora nello stesso ramo societario, ha senza mezzi termini affermato che "non sono affatto fiero di come Facebook si sta comportando".

Zuckerberg, dal suo canto ha affermato che "il momento richiede unità e calma, ed abbiamo bisogno di empatia per le persone e le comunità che stanno soffrendo. Sono però responsabile non solo delle mie azioni personali ma anche come capo di un'istituzione impegnata nella libera espressione". Il dibattito e le proteste sono destinate a continuare, nonostante il decreto anti-social network di Trump.

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