Fact checker e giornalisti contro YouTube: "Servono misure decise contro fake news" - Aggiornata

Fact checker e giornalisti contro YouTube: 'Servono misure decise contro fake news'
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Quando si parla di disinformazione, YouTube è una delle piattaforme più ricche di contenuti di tale natura. Lo scorso agosto la piattaforma ha rimosso un milione di video fake news sul COVID-19, ma agli occhi dei giornalisti e analisti non è abbastanza. Anzi, per loro è ora di prendere misure più decise a livello mondiale.

La loro insoddisfazione si è manifestata sotto forma di una lettera aperta a YouTube firmata da 80 associazioni e fact checker, i quali hanno deciso di “invitare YouTube a creare una tabella di marcia delle politiche e degli interventi sui prodotti per migliorare l'ecosistema dell'informazione e collaborare con organizzazioni di fact checking indipendenti e imparziali, esperti in prima linea nella lotta contro la cattiva informazione online”.

Per i firmatari, YouTube è oggi il “principale veicolo” di fake news e che le iniziative annunciate dai gestori sono incapaci di contrastarle con successo. Per questa ragione, servirebbero quattro modifiche importanti alle politiche aziendali:

  • Il finanziamento della ricerca indipendente;
  • La pubblicazione di collegamenti a pagine di fact checking e fonti primarie all’interno dei video che distribuiscono disinformazione;
  • Punizioni decise verso i recidivi;
  • Affrontare la disinformazione in altre lingue oltre all’inglese.

L’intervento si conclude come segue: “Ci auguriamo che prendiate in considerazione l'idea di implementare queste idee per il bene pubblico, per rendere YouTube una piattaforma che fa davvero del suo meglio per impedire che la disinformazione e la misinformazione vengano usate come armi contro i suoi utenti e la società in generale. Siamo pronti e in grado di aiutare YouTube. Desideriamo incontrarvi per discutere di questi argomenti e trovare il modo di procedere con una collaborazione, attendiamo con impazienza la vostra risposta a questa offerta”.

A firmarla in Italia ci sono realtà come Facta, Open e Pagella Politica.

Sempre à propos di YouTube, lo scorso dicembre YouTube TV ha raggiunto un accordo con Disney.

Aggiornamento 17:20 12/01/2022 - Google ha risposto alla open letter con il seguente comunicato: "Il fact checking è uno strumento fondamentale per aiutare gli utenti a prendere le loro decisioni sulla base di informazioni verificate, ma è solo un pezzo di un puzzle molto più grande che ha l'obiettivo di affrontare la diffusione della disinformazione. Nel corso degli anni, in tutti i paesi in cui operiamo, abbiamo investito molto in policy e prodotti che avessero lo scopo di mettere a disposizione delle persone contenuti autorevoli, di ridurre la diffusione della disinformazione borderline e di rimuovere i video che violano le policy. Abbiamo registrato importanti progressi, mantenendo la fruizione di contenuti suggeriti borderline significativamente al di sotto dell'1% di tutte le visualizzazioni su YouTube, e solo circa lo 0,21% di tutte le visualizzazioni sono di contenuti violenti che poi rimuoviamo. Lavoriamo continuamente per cercare nuovi strumenti per migliorare e continueremo a rafforzare il nostro lavoro insieme alla community del fact checking".

FONTE: FullFact
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