Fake news, il Governo chieda l'aiuto dell'Unione Europea

Fake news, il Governo chieda l'aiuto dell'Unione Europea
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"Abbiamo bisogno di iniziative per promuovere un approccio strategico e di ampio respiro contro la disinformazione", si legge nella risoluzione approvata dalla maggioranza in vista del prossimo Consiglio europeo. Oggetto della preoccupazione: la disinformazione online, per combatterla il Parlamento vuole che Conte chieda l'aiuto dell'UE.

Il contenuto della richiesta: "Governo ponga in essere le opportune iniziative per promuovere un approccio strategico, multidimensionale di alto respiro nei confronti del fenomeno della lotta alla disinformazione che affronti la dimensione interna è quella esterna, prestando uguale attenzione a tutti i media, compresi quelli tradizionali, e che non trascuri dedicati profili di necessarie garanzia delle libertà di informazione e più in generale di espressione del pensiero, fondamento essenziale del democrazie europee".

A breve il Consiglio UE, e come impone la consuetudine, ancora prima l'incontro del Consiglio dei Ministri, che dovrà decidere la strategia e la linea da tenere durante gli incontri con i ministri e premier degli altri Stati membri. Può succedere che il Parlamento cerchi di influenzare l'azione di Governo in sede europea, e per farlo può adottare delle risoluzioni come è stato fatto in questo caso.

Il tema delle fake news continua ad essere una preoccupazione non solo per l'Italia, anzi, sono proprio le istituzioni europee a chiedere a gran voce un intervento rapido ed efficace sia a livello sovranazionale che domestico: ad esempio quando ad inizio mese l'Agenzia per la cybersecurity chiese misure straordinarie per le europee anche contro la disinformazione online.

Ma la maggioranza teme che queste ansie possano tradursi in una distorsione guidata dall'ideologia: in altre parole, che l'UE usi il pretesto di combattere le fake news per attaccare le forze populiste. Così nella risoluzione il Parlamento chiede al Governo di verificare che le linee guida scelte dal Consiglio siano guidate da trasparenza e democrazia.

Resta il fatto che il tema non è di secondo piano. E del resto tra tutti i Paesi l'Italia si è mostrata vulnerabile alla disinformazione online, secondo una indagine dell'Agcom l'82% degli italiani non le sa riconoscere.

FONTE: Ansa
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