Un fattore di immunità innato potrebbe bloccare la replicazione dell'HIV

Un fattore di immunità innato potrebbe bloccare la replicazione dell'HIV
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Secondo uno studio della George Washington University una speciale proteina legante l’apoliproteina A-I (AIBP) è in grado di inibire la replicazione del virus HIV riducendo la fusione fra quest’ultimo e le cellule bersaglio.

L’AIBP è coinvolta nella regolazione delle lipid rafts e nell’efflusso del colesterolo. Queste “zattere lipidiche” sono regioni della membrana cellulare morfologicamente riconoscibili dall’accumulo di particolari proteine e lipidi. Queste zone sono essenziali alla cellula per assemblare le molecole di segnalazione, regolare il traffico di proteine di membrana, dei neurotrasmettitori e dei recettori. L’AIBP funziona come un fattore protettivo in condizioni associate a una maggior presenza delle zattere lipidiche come nell’aterosclerosi.

Ciò che più ha sorpreso gli scienziati è stato scoprire una sua possibile attività contro l’HIV. Le zattere lipidiche sono di fondamentale importanza per la biologia del virus, e sono coinvolte nell’assemblaggio dell’HIV-1 e nell’infezione delle cellule bersaglio.

I risultati dello studio mostrano che l’AIBP ha ridotto il numero delle zattere lipidiche cellulari e conseguentemente questo ha inibito la replicazione dell’HIV sia negli esperimenti in vitro che in vivo, come accaduto in un'altra ricerca basata sul metodo CRISPR. Il knockdown della proteina, invece, ha favorito il diffondersi del virus. Grazie a questi risultati, i ricercatori suggeriscono che possono essere previsti nuovi approcci terapeutici volti a inibire l’infezione e le comorbilità associate al virus attraverso la stimolazione della produzione di AIBP.

Per merito di questo studio abbiamo identificato un nuovo fattore di immunità innata che inibisce l’infezione da HIV e che potrà proteggere in futuro da infezioni di altri virus o batteri” ha affermato Michael Bukrinsky, professore di microbiologia della GW School of Medicine & Health Sciences.

Questo fatto rappresenta sicuramente un'ottima notizia dopo aver invece saputo che un altro studio per un vaccino contro l'HIV costato milioni di dollari non ha portato ad alcun risultato.

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