Fatturazione a 28 giorni, TIM e Wind Tre multate per 2,4 milioni di Euro

Fatturazione a 28 giorni, TIM e Wind Tre multate per 2,4 milioni di Euro
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E' una vera e propria stangata, quella che arriva in questo freddo venerdì di Novembre ai danni di Wind Tre e Tim, che sono state multate dall'AGCOM complessivamente per 2,4 milioni di Euro per il sistema di fatturazione a 28 giorni, che è stato reso illegale attraverso un decreto di qualche mese fa.

Secondo i commissari, i due operatori non avrebbero fornito le informazioni chiare, complete e trasparenti ai clienti sul sistema di fatturazione che questi stavano sottoscrivendo.

TIM ha ricevuto due multe: una da 1,044 milioni di Euro ed una di 464 mila Euro, mentre a Wind Tre è stato notificato solo un provvedimento da 870 mila Euro.

Per entrambe la violazione riguarda gli "obblighi di trasparenza e diritto di recesso in merito alla modifica delle condizioni economiche delle offerte di telefonia mobile".

Per l'operatore blu le multe sono due in quanto una si riferisce alle offerte business, mentre una ai clienti consumer "classici", come ampiamente spiegato nella relazione disponibile a questo indirizzo in cui l'AGCOM sottolinea che si è trattato di un "mancato rispetto degli obblighi previsti in materia di trasparenza e completezza delle informazioni, nonché di tempi e modalità di esercizio del diritto di recesso", il che ha "ha leso il diritto di una ristretta platea di utenti di disporre di elementi contrattuali essenziali al fine di confrontare le diverse offerte presenti sul mercato e operare scelte contrattuali consapevoli. In particolare, la Società ha attuato nei confronti della clientela business, con medesima decorrenza, una modifica unilaterale di contratto in occasione del ripristino del rinnovo e fatturazione delle offerte di telefonia mobile su base mensile e una manovra di rimodulazione tariffaria di numerosi servizi e offerte, fornendo agli utenti informative incomplete e fuorvianti, addebitando importi non dovuti, nonché impedendo ai medesimi di poter recedere presso tutti i punti vendita, (omissis), dove è possibile attivare o aderire al contratto. La violazione, pertanto, può ritenersi di entità media".

Per Wind Tre, nella delibera leggiamo che il "mancato rispetto degli obblighi previsti dall’art. 70, comma 4, del Codice ha leso il diritto di una vasta platea di utenti di disporre di elementi contrattuali essenziali al fine di confrontare le diverse offerte presenti sul mercato e operare scelte contrattuali consapevoli. In particolare, la Società, dopo aver attuato una prima modifica unilaterale di contratto in occasione del ripristino del rinnovo e fatturazione delle offerte di telefonia mobile su base mensile a far data dal 24 marzo e 3 aprile 2018, ha effettuato una successiva variazione del repricing, dapprima non concedendo il diritto di recesso e, a seguito della lettera del Presidente dell’Autorità, fornendo agli utenti informative incomplete e fuorvianti. La violazione, pertanto, può ritenersi di entità consistente".

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