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Fatturazione mensile: l'occhio dell'AGCOM sugli operatori telefonici

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Nella giornata di oggi il famoso quotidiano nazionale La Repubblica ha pubblicato un articolo che sicuramente sarà accolto favorevolmente dagli utenti. Secondo quanto riferito dal giornale, infatti, l'AGCOM starebbe nuovamente vigilando sul comportamento degli operatori telefonici sulla questione relativa alla fatturazione mensile.

In particolare, l'Autorità avrebbe riacceso i riflettori dopo aver riscontrato, negli ultimi giorni, alcune criticità a seguito dell'annuncio da parte degli operatori del ritorno al vecchio sistema a 30 giorni.

All'ordine del giorno ci sarebbero diverse questioni: il primo riguarda il diritto di recesso. Secondo il garante, infatti, molti operatori non avrebbero incluso nelle clausole attive a seguito dell'entrata in vigore del nuovo sistema di fatturazione, il diritto di recesso. Tale diritto, infatti, secondo l'AGCOM sarebbe obbligatorio in quanto è a tutti gli effetti previsto un aumento del canone mensile dell'8,6 per cento, nonostante ciò non comporti alcuna variazione su base annuale.

La seconda questione riguarda la notifica agli utenti. Un recente delibera, infatti, prevedeva un preavviso di almeno sessanta giorni per le eventuali modifiche contrattuali, ma evidentemente ciò non è stato rispettato da alcuni. In particolare, l'AGCOM si sofferma sul fatto che molte telco abbiano deciso di notificare agli utenti il cambio di sistema di fatturazione ed il rincaro mensile attraverso un unico messaggio, al posto di due. Ma non è tutto, perchè gli operatori approfittando della precedente delibera del Garante, avrebbero approfittato del tutto per spalmare le tariffe precedentemente concordate su tredici mensilità su dodici. L'AGCOM, però, sostiene di non aver mai parlato di tariffe ma solo di fatturazione, e la scelta di aumentare il costo mensile è da imputare solo ed esclusivamente agli operatori telefonici, e non rappresenta una costrizione.

L'ultimo punto discusso riguarda le tempistiche di recesso, regolamentate dall'articolo 70 del Codice delle Comunicazioni, il quale prevede che il cliente possa recedere entro 30 giorni di tempo dalla comunicazione. Alcuni operatori però starebbero mettendo in atto un sistema che permetterà ai clienti di recedere solo dall'entrata in vigore del nuovo sistema e non prima.

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