Ecco Fedor, il primo robot Russo inviato nello spazio per aiutare gli astronauti

Ecco Fedor, il primo robot Russo inviato nello spazio per aiutare gli astronauti
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La Russia ha lanciato un razzo nello spazio con un pilota molto speciale. Il suo nome è Fedor ed è un robot umanoide a grandezza naturale che trascorrerà dieci giorni aiutando gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Fedor è un acronimo che sta per Final Experimental Demonstration Object Research ed è il primo robot umanoide a grandezza naturale mandato nello spazio dalla Federazione Russa.

Fedor è partito per la sua avventura nello spazio all’interno del già collaudato Soyuz. E’ partito dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan alle 6:38 e, una volta giunto sulla stazione spaziale, vi “abiterà” per alcuni giorni, fino al 7 settembre.

Le navi Soyuz sono solitamente veicoli adattati per il trasporto umano ma, in questo caso, è stato il robot ad essere entrato in servizio attivo all’interno della nave.

Legato e imbracato su un sedile appositamente modificato per accoglierlo, Fedor è partito stringendo in mano una bandiera della Russia e ripetendo ad alta “voce” la famosa frase del primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin: “Andiamo. Andiamo!”

Questo Robot, come abbiamo detto, è antropomorfo ed è alto 1,80 metri e pesa solo, si fa per dire, 160 kg. Ha anche account Instagram e Twitter con i quali “parla” con i suoi followers.

La missione di Fedor sulla stazione spaziale è importante anche se, per prima cosa, farà movimenti semplici, come aprire una bottiglia d’acqua o collegare dei fili, usare un cacciavite o un estintore.

La prima parte dello studio, infatti, riguarda l’esecuzione di abilità manuali e semplici a gravità molto bassa.

Ma la caratteristica chiave di Fedor è che copia i movimenti umani. Gli astronauti possono così essere aiutati da remoto, sulla Terra, in tutti i loro lavori quotidiani.

Le abilità di Fedor, quindi, non si limiteranno solo allo spazio. Con la sua capacità di essere guidato a distanza, la sua abilità potrà essere sfruttata anche sul nostro pianeta, nelle zone radioattive, o in missioni di sminamento, per esempio.

FONTE: Phys.Org
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