La filiale italiana di Huawei è stata esclusa dalla black list di Trump

La filiale italiana di Huawei è stata esclusa dalla black list di Trump
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A seguito del provvedimento sospensivo del Dipartimento del Commercio Americano, che ha stabilito una proroga di 90 giorni per l'entrata in vigore del ban di Donald Trump, è arrivato anche l'atteso documento d'aggiornamento della black list, in cui come ampiamente previsto figurano tutte le società affiliate ad Huawei.

Come si può leggere a questo indirizzo, è presente una sfilza di società cinesi sia collegate ad Huawei che non, che non potranno più effettuare affari con le imprese statunitensi, a meno che queste non richiedano al Governo ed il Dipartimento un'apposita licenza sui singoli casi.

Complessivamente, nell'Entry List figurano oltre sessantotto società affiliate ad Huawei, provenienti da ventisei paesi: Belgio, Bolivia, Brasile, Brasile, Birmania, Canada, Cile, Cina, Egitto, Germania, Hong Kong, Giamaica, Giappone, Giordania, Libano, Libano, Madagascar, Paesi Bassi, Oman, Pakistan, Paraguay, Qatar, Singapore, Sri Lanka, Svizzera, Taiwan, Regno Unito e Vietnam.

Scorrendo la lista però è possibile vedere che mancano all'appello diversi paesi europei, tra cui la Francia e, sorprendentemente, anche l'Italia, mentre sono state incluse Germania ed Inghilterra, oltre che Belgio, Svizzera ed Olanda.

La scelta non è stata spiegata dal Dipartimento, tanto meno da Huawei. Probabile che il Governo Americano abbia considerato Huawei Italia, Huawei Spain ed Huawei France non pericolose per la sicurezza nazionale. Di conseguenza, queste potranno continuare a fare affari con le aziende americane.

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