I fisici hanno fatto una scoperta eccezionale riguardo ai buchi neri, ma per puro caso

I fisici hanno fatto una scoperta eccezionale riguardo ai buchi neri, ma per puro caso
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I buchi neri sono tra gli oggetti cosmici più affascinanti e misteriosi che si conoscano. Molte cose son state scoperte sul loro conto negli ultimi cento anni, ma ogni tanto capita che qualche nuovo dettaglio venga rilevato solo per puro caso, come successo di recente.

I fisici sono concordi nel confermare un fatto quanto mai curioso sul conto dei buchi neri: sappiamo terribilmente poco su di loro, e spesso la nostra ignoranza ci impedisce persino di approfondire aspetti che non ci si era nemmeno prefissati di indagare. Praticamente "non conosciamo nemmeno quello che non sappiamo", si legge sulle pagine di Science Alert.

La scoperta fatta di recente ne è la prova schiacciante, dal momento che è stata fatta in modo del tutto fortuito: durante uno studio selettivo riguardo la tematica dell'entropia di un buco nero nero (uno dei temi più spesso affrontati dal geniale Stephen Hawking), una coppia di fisici ha scoperto che questi cuori di tenebra esercitano una vera "pressione" sull'ambiente circostante, e non solo la classica interazione gravitazionale.

Quella rilevata non è moltissima, ma è una conferma coerente e affascinante di quanto previsto da Hawking e dalla sua radiazione. Questo implicherebbe che i buchi neri non solo hanno una temperatura, ma che si restringono lentamente nel tempo in assenza di accrescimento (la cosiddetta "evaporazione dei buchi neri").

Il fisico e astronomo Xavier Calmet dell'Università del Sussex, insieme al collega Folkert Kuipers, si è dichiarato entusiasta di tale scoperta, dal momento che è stata del tutto inaspettata: "Avevamo queste equazioni e questi dati, e spesso non tornavano i conti. Poi ci siamo resi conto che il risultato misterioso nelle nostre equazioni ci stava dicendo che il buco nero stava esercitando una pressione, ed è stato esilarante".

La cosa più affascinante è che i dati riportati da Calmet e Kuipers (qui la loro ricerca) provano che la pressione del buco nero è negativa, per quanto piccolissima ed infinitesimale; ciò conferma quanto detto prima, cioè che l'oggetto celeste va restringendosi naturalmente se non è in attività.

C'è da capire in che modo tale pressione possa essere correlata con la "radiazione di Hawking", e ulteriori studi saranno necessari prima di fornire un quadro più chiaro sulla faccenda.

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