Le foche esploratrici: dove l'uomo non riesce ad arrivare ci pensano loro

Le foche esploratrici: dove l'uomo non riesce ad arrivare ci pensano loro
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Da sempre gli oceanografi hanno trovato grandi difficoltà nel condurre indagini scientifiche via nave in quelle aree della piattaforma continentale antartica dove il ghiaccio è adeso alla riva; un team di ricercatori ha quindi utilizzato delle foche per sostituire le barche, e sfruttare la loro capacità di navigare in tali acque senza problemi.

Le piattaforme continentali dell'Antartide sono una delle regioni biologicamente più produttive negli oceani del mondo, grazie alla grande quantità di nutrienti generati dalle influenze tra oceano, ghiaccio marino e piattaforme glaciali. Queste interazioni svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella produzione biologica di tutte le aree della piattaforma continentale.

Sono quindi necessari molti più dati per capire come, sia le acque superficiali che quelle profonde provenienti da aree esterne vicine, intervengano nella piattaforma e si mescolino con le acque locali per una comprensione più profonda della produzione biologica locale.

A causa però della difficoltà di condurre osservazioni oceanografiche dirette via nave nelle aree della piattaforma continentale coperte da ghiaccio terrestre, questi scambi d'acqua, e le loro variazioni stagionali, non sono ancora del tutto compresi.

Negli ultimi anni quindi, i ricercatori hanno iniziato ad utilizzare apparecchiature per la registrazione dei dati oceanografici sugli animali marini, in particolare apparecchiature capaci di registrare la conduttività, la temperatura e la profondità (CTD).

Nello studio recente, pubblicato sulla rivista Limnology and Oceanography, i ricercatori hanno descritto minuziosamente la tecnica di indagine utilizzata ed i risultati ottenuti attraverso i sensori attaccati in particolare a delle foche.

Il prof. Nobuo Kokubun, docente dell'Istituto Nazionale Giapponese di Ricerca Polare ed autore principale dello studio, ha affermato: "Studi precedenti, che utilizzavano strumenti legati alla migrazione di elefanti marini meridionali e foche di Weddell, avevano mostrato alcuni processi fisici interessanti nelle aree antartiche; ma noi ci siamo spinti oltre, indagando anche sulle aree costiere coperte da ghiaccio terrestre".

La ricerca ha quindi dimostrato come le foche con sensori oceanografici potrebbero essere strumenti fondamentali per esplorare le condizioni oceanografiche ed ecologiche attraverso una gamma molto ampia di piattaforme continentali antartiche coperte di ghiaccio terrestre.

I ricercatori sperano inoltre di essere in grado di utilizzare questi dati per prevedere come l'ecosistema marino costiero antartico sta rispondendo ai rapidi cambiamenti in corso nel ghiaccio marino. Consci del fatto che il cambiamento climatico danneggia gli oceani 6 volte più velocemente del previsto e lo scioglimento del ghiaccio sta deformando il pianeta.

FONTE: Aslo Pubs
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