Focolai di aviaria in nord Italia, Francia, Paesi Bassi: cosa succede?

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Dopo le recenti esplosioni di alcuni focolai di aviaria in Veneto ed altre zone del nord Italia, anche agli allevatori francesi è stato ordinato di tenere sotto controllo il pollame a causa dell'elevato rischio di diffusione dell'influenza causata dall'orthomyxovirus attraverso gli uccelli migratori.

L'ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale francese, segue una misura simile adottata nei Paesi Bassi la scorsa settimana, dopo che un caso del ceppo altamente contagioso di influenza aviaria H5 è stato scoperto in un allevamento di pollame, causando la macellazione di oltre 36.000 uccelli come misura protettiva.

Il Ministero dell'Agricoltura francese ha affermato che: "L'aumento del tasso di infezione nei corridoi migratori giustifica l'innalzamento del livello di rischio per tutta la Francia metropolitana ad alto", poiché già ad agosto, in tutta Europa, erano stati scoperti oltre 130 focolai di influenza aviaria tra uccelli selvatici e pollame da allevamento. Forse è anche il motivo per cui centinaia di uccelli stanno morendo in tutta America senza apparente motivo.

Il governo francese spera che il blocco aiuti ad evitare il ripetersi dell'anno scorso, quando l'influenza aviaria è stata trovata in oltre 500 località, interrompendo gravemente la produzione alimentare nel sud-ovest della Francia.

Anche in Italia, nel 2021, sono stati confermati 102 focolai sostenuti dal sottotipo H5 (H5N8, H5N5 e H5N1) in volatili selvatici, con conseguente impiego di tutte le misure di controllo ed eradicazione previste dalle normative vigenti.

Lo stesso Ministero della Salute, con le Usl locali e Confagricoltura, hanno però tranquillizzato la popolazione affermando come la situazione sia "sotto controllo" e non vi sia "alcun rischio per l'uomo" nelle attuali condizioni dei focolai.

Il monitoraggio della situazione in tutta Europa è però ancora attivo ed in allerta, per non abbassare la guardia ed evitare il salto di specie, infatti già in Russia, ad inizio 2021, venne trovato un primo caso di influenza aviaria umana.

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