Ecco una foto che vi lascerà di stucco: quelle che vedete non sono stelle, ma buchi neri

Ecco una foto che vi lascerà di stucco: quelle che vedete non sono stelle, ma buchi neri
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A prima vista potrà sembrarvi una "banale" immagine astronomica di un cielo notturno, ricoperto di stelle. In realtà, la sua natura è molto più complessa e ci sono voluti molti anni per arrivare a un così incredibile risultato: ecco a voi la mappa più dettagliata dei buchi neri mai ottenuta a basse frequenze.

Per aggiungere ulteriore stupore a questa immagine vi diremo che non si tratta di buchi neri qualsiasi, ma ogni puntino luminoso che vedete è un buco nero supermassiccio attualmente attivo, che sta divorando e saziandosi di materiale stellare al centro della propria galassia. Ognuno di essi è lontano milioni di anni luce da noi, e da questa piccola porzione se ne contano oltre 25 mila.

Come anticipatovi in apertura, si tratta della mappa più dettaglia mai ottenuta fino ad oggi di buchi neri, ricavata mediante lo studio di frequenze radio ultra-basse. La sua elaborazione è stata conclusa circa un anno fa, nei primi mesi del 2021, e ci sono voluti diversi anni di studio e l'impiego del LOw Frequency ARray (LOFAR). Si tratta di una complessa rete interferometrica composta da circa 20.000 antenne radio, distribuite in 52 località in tutta Europa.

"Questo è il risultato di molti anni di lavoro su dati incredibilmente difficili", ha spiegato l'astronomo Francesco de Gasperin dell'Università di Amburgo in Germania. "Abbiamo dovuto letteralmente inventare nuovi metodi per convertire i segnali radio in immagini del cielo". Per superare tutte le avversità delle rilevazioni (come le interferenze atmosferiche, quelle dei gas stellari, ecc.), gli scienziati si sono serviti di alcuni supercomputer capaci di correggere l'interferenza ionosferica ogni quattro secondi.

La ricerca è stata pubblicata su Astronomy and Astrophysics lo scorso aprile 2021, aprendo le porte per studi ancora più approfonditi: oltre 1 milione di spettri radio a bassa frequenza sono in attesa di essere analizzati, i quali comprendono non solo buchi neri, ma anche ammassi di galassie, nuclei attivi e altri campi di ricerca.

Questo esperimento rappresenta un tentativo unico di esplorare il cielo a frequenza ultra-bassa, e sembra che i risultati siano altamente promettenti. Se il mondo di questi oscuri mostri cosmici vi affascina, qui potrete scoprire quando si sono formati i primi buchi neri.

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