In Alaska, una frana potrebbe innescare un enorme tsunami in qualsiasi momento

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Una lettera firmata da 14 esperti in frane, tsunami e cambiamenti climatici descrive un pendio di montagna instabile sopra il bordo anteriore del ghiacciaio Barry in Alaska. Questa frana potrebbe generare un enorme tsunami nel fiordo di Harriman, che si trova a circa 100 chilometri da Anchorage, la più grande città dell'Alaska (300.000 abitanti).

Il pendio si sta attualmente "muovendo" molto lentamente, ma potrebbe trasformarsi in una frana in rapido movimento praticamente in qualsiasi momento. I fattori che potrebbero scatenare un crollo sono molteplici: terremoti, precipitazioni significative e molta neve. Il ritiro del ghiacciaio Barry potrebbe anche contribuire alla tempistica dell'imminente collasso.

Secondo gli esperti "lo tsunami generato dalla frane avverrà entro il prossimo anno e probabilmente entro 20 anni". I risultati del gruppo sono ancora preliminari e necessitano di una revisione, ma le loro simulazioni dipingono un quadro cupo. "I nostri risultati iniziali mostrano impatti complessi più lontani, con [onde] di oltre 9 metri in alcune baie distanti, tra cui Whittier. Misurazioni sul campo e ulteriori analisi potrebbero permetterci di rendere queste stime più accurate e specifiche", scrivono gli esperti nella loro lettera.

I cambiamenti climatici potrebbero peggiorare le cose. L'Alaska non è estranea agli tsunami indotti dalle frana. Il 9 luglio 1958, ad esempio, un terremoto scatenò una frana nella baia di Lituya, rilasciando circa 30 milioni di metri cubi di materiale, creando un'onda gigantesca (di 530 metri di altezza che fu smorzata fortunatamente dalle montagne) che rovesciò alberi e uccise cinque persone. Più recentemente, invece, una frana del 2015 vicino al ghiacciaio Taan dell'Alaska ha prodotto un'onda di 193 metri, che si è schiantata contro la parete opposta della valle glaciale.

Gli scienziati stimano che il volume del materiale collassato nel fiordo di Harriman potrebbe raggiungere i 500 milioni di metri cubi e con un'energia potenziale circa 10 volte maggiore di qualsiasi altro evento precedente in Alaska. Come riportato dal New York Times, questa quantità di materiale è "diverse centinaia di volte il volume della diga di Hoover". "Lo stato dell'Alaska ha identificato le aree pericolose e consiglia alle persone di starle lontane fino a quando il pericolo non sarà valutato meglio", afferma un autore dello studio.

FONTE: earther
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