Il futuro dei biocarburanti potrebbe trovarsi nelle viscere di questo insetto

Il futuro dei biocarburanti potrebbe trovarsi nelle viscere di questo insetto
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La termite è un insetto infestante, dotato di mandibole in grado di perforare e distruggere il legno. Nuove scoperte su questa specie, però, rivelano che nel suo tratto digerente potrebbe trovarsi la soluzione per la produzione di biocarburanti. Ciò potrebbe permetterci di rivalutare la nomea degli insetti, che oggi sono a rischio di estinzione.

L’elemento basilare di questo processo è rappresentato dallo stelo della paglia del grano, risultante dalla produzione di cereali. La paglia, infatti, sembrerebbe avere il potenziale per essere utilizzata come fonte di biocarburanti e prodotti chimici, ma, prima di poter essere convertita nelle bioraffinerie, i polimeri che la compongono devono essere scissi nei loro elementi essenziali, detti monomeri.

Lo studio di alcuni ricercatori, pubblicato su ACS Sustainable Chemistry & Engineering, ha evidenziato che i microbi dalle viscere di alcune specie di termiti possono degradare le componenti della paglia, ovvero la cellulosa, l’emicellulosa e la lignina.

I tre costituenti della paglia sono assemblati in una complessa impalcatura tridimensionale che costituisce la struttura portante dello stelo. Cellulosa ed emicellulosa possono essere facilmente scomposte e convertite nei bioreattori. La lignina, però, è il più duro dei tre componenti ed ha un processo di degradazione molto più complesso. Una serie di enzimi batterici, atti a scindere questo componente della paglia, sono attualmente al vaglio degli scienziati.

Già precedenti ricerche, condotte da Guillermina Hernandez-Raquet e la sua equipe, avevano individuato alcuni microbi intestinali della flora batterica di quattro specie di termiti in grado di degradare la lignina.

Nello studio odierno, in collaborazione con Yuki Tobimatsu e Mirjam Kabel, i ricercatori hanno aggiunto al materiale viscerale delle quattro specie di termiti analizzate la paglia del grano. Dopo circa tre settimane, mettendo a confronto la composizione della materia digerita con la paglia non trattata, i risultati hanno mostrato che i microbi intestinali hanno degradato l'emicellulosa, la cellulosa e la lignina. Inoltre, i processi di conversione delle prime due sembrano aver contribuito ad una migliore degradazione della lignina stessa.

In una prospettiva futura, il team spera di poter identificare altre specie dotate di un pull di microrganismi, enzimi e ulteriori vie di degradazione della lignina per meglio sfruttarne le potenzialità intrinseche ed ottenere energia, combustibili e prodotti chimici. D'altronde negli esseri viventi non è raro trovare esempi di flore batteriche molto particolari.

FONTE: Phys
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