In futuro a un dottore potrebbero bastare dei selfie per capire se hai problemi al cuore

In futuro a un dottore potrebbero bastare dei selfie per capire se hai problemi al cuore
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In futuro potrebbe bastare un selfie per permettere a un dottore di capire se hai problemi al cuore! Secondo l’ultima ricerca condotta da un gruppo di ricercatori cinesi e pubblicata nell’European Heart Journal, grazie a un algoritmo e quattro foto del volto di una persona è possibile rilevare malattie cardiovascolari come la coronaropatia.

L’algoritmo sviluppato dal team guidato dal professore e vicedirettore del National Center for Cardiovascular Diseases di Pechino Zhe Zheng necessita ancora di parecchi test, eppure i primi risultati sono positivi e mostrano un potenziale elevato per essere utilizzato come strumento di screening: “Questo è il primo lavoro che dimostra come l’intelligenza artificiale possa essere usata per rilevare malattie cardiache semplicemente analizzando i volti. […] Questo metodo potrebbe guidare i futuri test diagnostici o visite cliniche”, ha dichiarato il leader del gruppo di ricercatori.

Zhe Zheng ha inoltre aggiunto che l’obiettivo finale è quello di sviluppare un’applicazione per smartphone in grado di segnalare direttamente i possibili rischi all’utente, così da valutare se e quando visitare una clinica. In questo modo, decisamente economico, anche chi non può permettersi una visita dal dottore potrà capire se c’è la necessità o meno di farla.

Gli elementi che permettono all’algoritmo di capire se una persona è a rischio di avere malattie cardiache o meno sono rughe, capelli grigi, pieghe del lobo dell’orecchio e depositi gialli di colesterolo sottocutanei intorno alle palpebre (detti xantelasmi).

La loro presenza però non garantisce una diagnosi perfetta, come ha dimostrato lo studio condotto su 6.909 persone in nove ospedali cinesi tra luglio 2017 e luglio 2019 in cui i dottori incaricati da Zhe Zheng hanno fotografato il volto dei pazienti quattro volte (una frontale e due di profilo, proprio come in un selfie, e infine una da sopra la testa), raccolto informazioni riguardo il loro stile di vita e malattie precedenti, e condotto analisi del sangue. L’algoritmo ha diagnosticato con successo malattie cardiache nell’80% dei casi, mentre ne ha diagnosticato la mancanza nel 61% dei casi.

Anche dall’Università di Oxford sono giunti feedback positivi riguardo lo studio condotto da Zheng e dal collega Xiang-Yang Ji, dimostratosi tutto sommato di successo e apprezzato dalla comunità scientifica, che però è d’accordo con i ricercatori cinesi sulla necessità di ulteriori test con pazienti non cinesi e campioni più ampi, per evitare bias di ogni tipo.

Un altro studio recente ha invece dimostrato l’utilità della fotocamera degli smartphone per diagnosticare il diabete e di altre tecnologie smart per monitorare la glicemia, offrendo anche in tal caso un’alternativa economica alle visite mediche di rito.

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