Gesù era considerato un mago? Una risposta complessa ad un tema fantastico

Gesù era considerato un mago? Una risposta complessa ad un tema fantastico
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Molti altorilievi sulle mura delle catacombe romane mostrano Gesù compiere diversi miracoli, dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci al far risorgere Lazzaro dalla morte. Tuttavia, in ciascuna di queste raffigurazione il profeta tiene in mano una sorta di bacchetta.

Gli storici, nello studiare queste piccole immagini, hanno deciso di indagare sul ruolo che la magia ricopriva nei primi decenni in cui cominciò ad affermarsi il cristianesimo in Israele e nelle regioni orientali dell'Impero romano.

Hanno scoperto che il tema della "scienza occulta" era molto vivo nella società romana, cristiana e giudaica (oltre ad essere presente nella letteratura apocrifa). Per quanto essa fosse proibita nell'Impero, poiché metteva in discussione l'autorità e il potere delle divinità del pantheon di Roma, essa veniva spesso esercitata nel privato.

Nell'immaginario comune vi è l'idea che i "maghi" fossero uomini che riuscivano a richiamare creature fantastiche o a pronunciare incantesimi indecifrabili. Tuttavia, non era così. I cittadini dell'Impero usavano la magia come una sorta di "cura": se eri malato, potevi rivolgerti a delle figure che ti avrebbero dato da recitare dei versi e delle erbe; se eri innamorato, potevi chiedere un "incantesimo" per far si che il tuo amore venisse ricambiato. La magia era strettamente legata alla vita normale di ogni individuo comune e alla loro superstizione.

Nel momento in cui Gesù iniziò a compiere dei miracoli e i suoi fedeli cominciarono a raccontarli all'intera popolazione, le alte autorità romane ed ebraiche non persero l'occasione di diffamare la sua figura definendola "mago". Il filosofo greco Celso (II secolo d.C.) fu tra coloro che si opposero alla diffusione del cristianesimo nelle regioni dell'Impero e in merito alla questione affermò:" Vi è un gruppo di persone che si riunisce la mattina e beve vino, pensando sia sangue, e mangia pane, pensando sia carne. Potrete ben capire perché alcuni pensano che questa sia superstizione (magia)".

Al contrario, i primi cristiani non ritenevano i miracoli di Gesù fossero magia. Ovviamente, credevano che egli possedesse un potere superiore, concesso da Dio in persona, che poteva sconfiggere persino la morte. Il fatto che le divinità romane capaci di far risorgere fossero solo identità astratte, mentre il potere del profeta si era incarnato in un corpo reale, manifestandosi di fronte agli occhi di tutti, andava solo a confermare la loro credenza. Le mani di Gesù erano vere e toccabili, gli dei pagani no. Per questo le autorità romane ed ebraiche si sentirono minacciati dalla visione che i fedeli cristiani avevano del loro profeta.

E riguardo il bastone che tiene in mano Gesù negli altorilievi delle catacombe romane e in gran parte dei dipinti dei primi cristiani?

Ciò che noi vediamo come una bacchetta, per gli antichi era un semplice bordone, il tipico bastone usato dai pellegrini. Esso veniva raffigurato per il valore simbolico che aveva acquisito nell'Antico Testamento. Mosè, il profeta ebreo che riuscì a compiere miracoli simili a quelli di Gesù, teneva sempre in mano un bastone quando manifestava i suoi poteri. Quest'immagine, come tanti altri elementi della religione ebraica, è stata assorbita nella narrazione cristiana.

"Il bastone divenne un simbolo di potere, cosicché la gente potesse riconoscere la persona che lo esercitava - come la barba o la pergamena, considerati al tempo simbolo delle figure erudite. Le persone vedevano chi teneva in mano cosa e potevo capire immediatamente il ruolo del personaggio raffigurato" ha affermato Harley-McGowan, della Yale Divinity School (una scuola religiosa in Connecticut).

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