Giappone: un supercomputer per la fusione nucleare

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Il Giappone si appresta a schierare il Cray XC50, il supercomputer più potente nel mondo, nel campo nella ricerca avanzata sulla fusione nucleare. Il computer sarà installato presso il National Institute for Quantum and Radiological Science (QST) ed utilizzato per la scienza della fusione nucleare locale e per supportare ITER.

ITER, per chi non lo conoscesse, è un massiccio progetto di fusione multinazionale in programma per il 2035.

Il sistema del QST non sarà nemmeno il più potente al mondo, ma dovrebbe comunque piazzarsi nella top 30, mentre per la ricerca sulla fusione dovrebbe essere il più veloce.

Al sistema avranno accesso più di 1.000 ricercatori europei e giapponesi. Il sistema è ottimizzato per i calcoli di fisica del plasma ed energia per la fusione. "La velocità e l'ambiente software integrato del Cray XC50 miglioreranno l'infrastruttura del QST e consentiranno ai ricercato di accelerare i tempi di scoperta" ha affermato Mamoru Nakano di Cray Japan.

ITER è ancora lontano, ed a tal proposito sarà estremamente capire che tipo di integrazione sarà messa su. I primi test dovrebbero però cominciare nel 2025. Una volta che i reattori commerciali a fusione entreranno in funzione, saranno in grado di fornire all'umanità energia illimitata per milioni di anni, almeno sulla carta.

Recentemente il MIT ha annunciato che avrebbe lavorato al suo progetto di fusione con l'obiettivo di portare un reattore da 200 megawatt online entro il 2033, due anni in anticipo rispetto ai piani del Giappone. L'autorevole università ha intenzione di utilizzare nuovi materiali superconduttori ed una tecnologia in grado di creare campi magnetici quattro volte più potenti rispetto a quelli in uso attualmente. I campi magnetici potenti sono necessari per mantenere le reazioni di funsione nucleare esplosiva contenute.

FONTE: Engadget
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