Avere un giardino privato aiuta molto a diminuire i livelli di stress

Avere un giardino privato aiuta molto a diminuire i livelli di stress
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Trovarsi nella natura è essenziale per stare meglio: dal giardinaggio alle semplici camminate nei boschi o in campagna, ogni attività ha un effetto positivo sulla salute mentale facendoci sentire più rilassati e alleviando sintomi di vario tipo. Tuttavia, a quanto pare basterebbe persino uno spazio verde privato per sentirsi meglio.

A rivelarlo è uno dei pochi studi in materia di giardini privati, rilasciato proprio in questo periodo in cui tutti noi dobbiamo restare a casa a causa delle restrizioni dovute al COVID-19. Pubblicato su The Conversation dalla ricercatrice Lauriane Suyin Chalmin-Pui, tale esperimento ha valutato i livelli di stress fisiologico e psicologico prima e dopo l’aggiunta di piante a giardini anteriori nella cittadina inglese di Salford, misurando le concentrazioni del cortisolo (detto anche “ormone dello stress”) nella loro saliva e sentendo le opinioni dei partecipanti allo studio, d’età compresa tra i 21 e gli 86 anni, di cui il 64% erano donne.

Aggiungendo fioriere con piante come lavanda, rosmarino, azalee, petunie e viole, scelte per la facilità di manutenzione e familiarità nel Regno Unito, e fornendo ai partecipanti anche tutto il necessario per curarle, dopo un anno è stato scoperto che avere uno spazio verde privato con delle piante comporta un calo dello stress del 6%, l’equivalente di otto sessioni settimanali per lavorare sulla consapevolezza. Osservando nel dettaglio i dati sul cortisolo nel corpo, infine, la ricercatrice ha ottenuto la conferma definitiva del fatto che l’aggiunta delle piante comporta una migliore salute mentale.

Le ragioni di questo effetto? Secondo i residenti di Salford, i giardini hanno avuto un’influenza particolarmente positiva sulla loro visione della vita, sul senso dell’orgoglio e una maggiore motivazione per migliorare l’ambiente. Tutti questi benefici per il benessere degli spazi verdi sono tra l’altro basati su due teorie consolidate di psicologia ambientale: teoria del ripristino dell'attenzione e teoria della riduzione dello stress. Entrambe si basano sull'ipotesi della biofilia di Wilson, secondo cui gli esseri umani hanno un'innata affinità con l'ambiente naturale: la prima propone che l’esposizione agli ambienti naturali ripristini la nostra capacità di concentrarci; la seconda, invece, propone che tali luoghi provocano risposte emotive positive istantanee.

Rimanendo nel mondo della psicologia, altri studi recenti hanno suggerito che il fattore fondamentale che rende le famiglie o le coppie felici è una maggiore flessibilità mentale; o ancora, tra l’altro sempre in tema di stress, è stato scoperto che la realtà virtuale è uno strumento utile per misurare la nostra vulnerabilità ai fattori di stress psicogeni.

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