Gibson vicina alla bancarotta: addio alle chitarre di Jimmy Page e Slash?

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La maggior parte di coloro che si sono avvicinati (probabilmente da piccoli) al mondo della chitarra, sono rimasti immediatamente affascinati da due marchi: Gibson e Fender. La prima compagnia, infatti, è nota a tutti per il modello Les Paul utilizzato dal chitarrista dei Guns N'Roses, Slash.

Tra i clienti "d'eccezione" della società di Nashville figurano anche il leggendario chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, che si aggiunge ad un'infinita schiera di artisti che hanno utilizzato durante le loro carriere chitarre Gibson.

Appare quindi incredibile la notizia lanciata nella giornata di ieri dalla stampa americana, secondo cui la compagnia sarebbe vicina alla bancarotta.

Una notizia che non rappresenterà certo una sorpresa per coloro che hanno seguito da vicino il mondo del rock negli ultimi mesi, dal momento he già da tempo si parla sul web di una possibile chiusura del leggendario marchio di chitarre.

Il Nashville Post, però, ha fatto ulteriore chiarezza sulla questione. A quanto pare il bilancio di Gibson sarebbe pesantissimo: graverebbero 375 milioni di Dollari di obbligazioni e 145 milioni di Dollari di prestiti. A ciò si aggiunge anche la scarsa fiducia da parte degli investitori, dopo che il direttore finanziario Bill Lawrence ha lasciato il proprio incarico dopo meno di un anno di lavoro.

La palla ora passa al proprietario dell'azienda, Henry Juskiewicz, che sta tentando di mettere una pezza alla situazione, ma il quotidiano afferma che "sta affrontando una battaglia con i creditori, che sono delusi dalle cattive decisioni prese dal punto di vista economico". La speranza di Gibson è che le acquisizioni effettuate negli ultimi anni diano i frutti sperati.

In una dichiarazione ufficiale, però, la società ha voluto rassicurare tutti: "Gibson ha soddisfatto tutti gli obblighi verso gli obbligazionisti, ed è in procinto di predisporre una nuova linea di credito per sostituire le obbligazioni. Ci aspettiamo che le stesse obbligazioni vengano rifinanziate attraverso il normale corso degli affar, visto che scadono come tutti gli strumenti a reddito fisso" si legge nella nota, in cui la società ha anche affermato che "abbiamo monetizzato attività come titoli azionari, proprietà immobiliari, e segmenti di business che non hanno potuto raggiungere il livello che ci aspettavamo. Monetizzando queste attività, possiamo ridurre il debito e generare fondi per i vari rami. E' importante che la nostra azienda torni al successo finanziario".

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