Crisi in vista per Huawei? La produzione degli smartphone sarebbe a rischio

Crisi in vista per Huawei? La produzione degli smartphone sarebbe a rischio
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Secondo uno studio di UBS riportato da il foglio quotidiano, dopo il ban inferto dalla Casa Bianca, il business dei telefonini e delle telecomunicazioni di Huawei sarebbe a rischio. L'America vuole impedire ad Huawei di rifornirsi dai produttori tech del Paese (Qualcomm, Intel...), e questo potrebbe davvero mettere in ginocchio il colosso cinese, che intanto si prepara allo scenario peggiore.

"Ci saranno profonde implicazioni per la catena di approvvigionamento e possibilmente per l'implementazione 5G", recita infatti il report di Ubs. Detto in soldoni, continua l'articolo del Foglio, per Huawei diventa quasi impossibile costruire smartphone ma anche "stazioni base o la maggior parte dei server".

Nelle scorse ore il ban è stato mitigato, Huawei potrà continuare a rifornirsi dai produttori statunitensi per garantire l'assistenza ai clienti ed i prodotti venduti fin ora, ma non potrà rifornirsi dagli stessi per prodotti futuri. Un problema non da poco considerando che Huawei ha comprato componenti per 11 miliardi di dollari nel 2018 ( su 70 spesi in totale) dagli Stati Uniti.

Per fortuna per Huawei, ci sono molti componenti che possono essere facilmente rimpiazzati nel breve termine, rendendo l'apporto della filiera americana irrilevante. Ma per alcune parti specifiche questo non è assolutamente possibile: componenti ottici e processori (in particolar modo) ed è qui che le cose potrebbero farsi complicate e Huawei dovrà trovare delle alternative.

Tuttavia, come sottolinea Il Foglio, Huawei si sta preparando da molto tempo a questo momento. Ve l'avevamo già riportato anche noi: l'azienda ha addirittura lavorato ad un'alternativa ad Android nel caso in cui una regolamentazione specifica gli impedisse di installare il sistema operativo di Google sui suoi prodotti.

Inoltre Huawei ha fatto provvigioni, accumulando un ricco inventario di componenti.

"Detto questo, riteniamo che l'impatto sulla catena di approvvigionamento sarebbe grave, fino a quando parte della domanda si trasferirà ai concorrenti e dovremmo anche considerare un potenziale impatto negativo sull'introduzione delle reti wireless 5G", continua però il report di UBS. Due ottimi candidati per rimpiazzare la filiera americana? Nokia e Ericsson, a danno di Qualcomm, Sunny Optical, Tdk, Luxshare, Skyworks e Taiyo Yuden.

Poiché questa situazione nasce dai sospetti e dalle accuse di spionaggio che partono dagli Statu Uniti nei confronti di Huawei, la stessa starebbe cercando di firmare accordi bilaterali con garanzie anti-spionaggio con i vari paesi europei, tra cui il Regno unito.

FONTE: Il Foglio
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