Giornalista de Il Fatto lavora in incognito per Amazon per tre settimane: le scoperte

Giornalista de Il Fatto lavora in incognito per Amazon per tre settimane: le scoperte
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Luigi Franco, popolare firma de Il Fatto Quotidiano, si è infiltrato in Amazon per tre settimane, lavorando a tutti gli effetti per il colosso di Jeff Bezos presso lo stabilimento di Castel San Giovanni, a Piacenza, allo scopo di stilare un rapporto sulle condizioni di lavoro dei dipendenti, al centro di non poche polemiche.

Il resoconto è stato pubblicato su FQ MillenniuM, il mensile cartaceo del giornale, ed è stato ripreso online dai colleghi di Tiscali.

Secondo Franco, le condizioni lavorative di Amazon sarebbero davvero molto dure. In uno stralcio, il giornalista denuncia il lavoro pesante controllato da alcuni algoritmi e manager che tengono traccia sui PC delle prestazioni di ogni dipendente: “in piedi da ore, sollevo una cesta dal nastro e me la metto davanti. Prendo il primo prodotto, lo scansiono e con una rotazione che a volte sfiora i 180 gradi lo metto a sinistra, in una delle dodici ceste che il computer mi indica. Prendo il prodotto successivo e obbedisco di nuovo al pc. Poi un altro ancora, veloce. La mente è svuotata, annullata dalla continua ripetizione degli stessi movimenti” si legge nell'articolo, secondo cui Amazon avrebbe dato vari obiettivi di smistamento dei pacchi che arrivano a 360 pezzi, uno ogni dieci secondi.

Franco è anche stato intervistato da La 7, a cui ha raccontato l'intera vicenda.

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