I gladiatori romani combattevano davvero contro le bestie feroci?

I gladiatori romani combattevano davvero contro le bestie feroci?
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I giochi romani, da sempre avvolti da un manto di spettacolarità e ferocia inaudita, erano esibizioni che appagavano le folle acclamanti dell’impero romano. Consistevano in lotte tra i famosi gladiatori ed erano usate per giustiziare pubblicamente i criminali. Una domanda, però, sorge spontanea: i gladiatori combattevano contro le bestie feroci?

Secondo antiche testimonianze, pervenuteci grazie a resoconti di storici e scrittori romani, i giochi nelle arene rappresentavano una popolarissima forma di intrattenimento nella società romana. Gli spettacoli consistevano in lotte all’ultimo sangue tra abili combattenti, addestrati in scontri all’arma bianca, o nelle famose corse delle bighe, che , spesso spettacolarizzate, fungevano anche da “ricostruzioni storiche” a scopo onorifico delle battaglie combattute dai famosi condottieri dell’impero.

Un nuovo tipo di spettacolo, però, cominciò a svilupparsi tra le polverose sabbie di queste antiche platee. Quest'ultimo, data la mole di ferocia e crudeltà, esercitava una notevole e macabra fascinazione sulla popolazione romana, tradendo l’efferatezza delle inclinazioni del tempo. Questi nuovi “giochi” erano conosciuti con il nome di Venationes, ovvero combattimenti tra esseri umani e animali feroci, nelle arene.

I partecipanti di questi brutali giochi erano chiamati Bestiarii ed erano suddivisi in due categorie. I primi erano guerrieri, addestrati nelle arti venatorie e nel combattimento, e vi partecipavano volontariamente. Tali guerrieri vengono erroneamente chiamati gladiatori, ma, in realtà, si trattava dei Venatores, che si battevano contro le bestie feroci per denaro o fama. Tra queste bestie, che fuoriuscivano spesso da botole al di sotto dell’arena, era possibile trovare diverse specie di predatori, come orsi, leoni e leopardi.

Alcuni Bestiarii, però, non erano affatto partecipanti volontari di questi spettacoli. Costoro, infatti, erano schiavi o prigionieri che si erano macchiati di gravi crimini e per questo venivano letteralmente giustiziati e dati in pasto alle bestie affamate nell’arena, a scopo di puro intrattenimento. Queste orribili pratiche erano definite Damnatio ad bestias (condanna alle bestie) e sono fulgidi esempi dell’insita barbarie che aleggiava nella società romana.

I malcapitati (tra cui recenti ritrovamenti annoverano anche prigionieri barbari), in questo caso, venivano esposti alla mercé delle bestie, disarmati e spesso vincolati a delle catene, e venivano divorati senza pietà, mentre in sottofondo si consumavano le risa e gli applausi scroscianti del pubblico soddisfatto.

Per concludere, se siete interessati alla storia romana, vi segnaliamo un approfondimento sulla controversa storia dell'imperatore romano Nerone.

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