Gli astronomi non riescono a capire se nelle galassie attive ci sono uno o due buchi neri

Gli astronomi non riescono a capire se nelle galassie attive ci sono uno o due buchi neri
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Alcuni ricercatori della University of California, Santa Cruz (UCSC), stanno cercando di capire cosa si nasconde dietro i nuclei galattici attivi, le regioni centrali e luminose di molte galassie. Queste hanno al loro interno un buco nero supermassiccio all'interno del quale la materia entra in un moto a spirale (immagine in calce alla news).

I nuclei galattici attivi sono più noti come AGN (Active Galactic Nuclei). La materia viene attirata dal buco nero supermassiccio che si trova al centro della galassia e si forma una nube incandescente di gas che si muove rapidamente ed emette radiazioni rilevabili dai nostri telescopi, nota con il nome di disco di accrescimento. Sono proprio queste emissioni elettromagnetiche a fornirci informazioni sulla struttura dell'AGN, la massa del buco nero e il suo tasso di crescita.

Tuttavia ancora non è chiara la fisica dietro il movimento del gas che ruota attorno ad un buco nero supermassiccio: ad esempio ci sono meno emissioni di radiazioni di quel che ci si apetta proveniente da gas che si muovono ad una certa velocità.

Questa incoerenza nel modello ha portato alcuni astronomi a pensare che all'interno dell'AGN ci siano non uno, ma ben due buchi neri.

Tuttavia, si potrebbe ipotizzare l'esistenza di una nube di polveri che oscura parzialmente la regione centrale del nucleo galattico attivo di una galassia, che dunque spiega la variabilità delle emissioni del gas incandescente attorno al buco nero supermassiccio. In questo modo si evita l'ipotesi dell'esistenza di due buchi neri al centro dell'AGN. Questo è il risultato della ricerca condotta da Martin Gaskell della UCSC: "abbiamo dimostrato che molte delle proprietà misteriose di un active galactic nuclei possono essere spiegate da queste piccole nubi di polveri che causano i cambiamenti che osserviamo [nelle radiazioni rilevate, ndr.]".

Dunque queste nubi di polveri bloccherebbero parte della radiazione del disco di accrescimento, rendendo la luce rilevata dalla terra più debole e rossa, nello stesso modo in cui l'atmosfera rende la luce del Sole più rossa e meno intensa al tramonto. Questa spiegazione sarebbe più naturale e semplice dell'ipotesi di due buchi neri al centro dell'AGN.

Rigurado i buchi neri, si pensa che la recente collisione di due stelle di neutroni ne abbia formato uno nuovo. Inoltre, l'osservazione del buco nero più antico mai rilevato, metterebbe in dubbio le teorie astronomiche.

FONTE: phys
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