Gli scienziati al lavoro su un chip per curare le malattie mentali

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Nel corso di una riunione tenuta a Washington presso la Society for Neuroscience, due gruppi di ricercatori della Defense Advanced Research Project Agency (DARPA) hanno annunciato un nuovo approccio nei confronti della stimolazione cerebrale profonda (DBS) per le persone affette da malattie mentali.

Il tutto perchè la Deep-Brain Stimulation (DBS) in passato si era dimostrata essere in gran parte inefficace nel trattamento della depressione e le patologie correlate. Tuttavia, i ricercatori sostengono che questo nuovo metodo è radicalmente diverso.

Per sviluppare il nuovo impianto a "circuito chiuso", entrambe le squadre hanno effettuato degli studi su persone affette da epilessia, con degli elettrodi impiantati nel loro cervello per tenere traccia delle crisi epilettiche.

Durante l'incontro, l'ingegnere elettrico Omid Sani dell'University of Southern California di Los Angeles, ha mostrato la prima mappa di come gli stati d'animi vengono codificati nel cervello nel corso del tempo. Questa mappa era stata ottenuta implementando un algoritmo per raccogliere gli umori mutevoli di un individuo sulla base delle registrazioni dell'attività neurale.

I ricercatori hanno scelto di concentrarsi maggiormente sui comportamenti generali attraverso una varietà di condizioni mentali, piuttosto che su malattie specifiche. Questo ha permesso loro di sviluppare algoritmi progettati per stimolare il cervello quando una persona diventa distratta o se dimentica qualcosa mentre svolge delle altre attività, come ad esempio durante il lavoro.

Secondo i dottori, questo metodo si sarebbe dimostrato molto efficace, ed è anche stato testato su alcuni gruppi di persone.

Una delle ragioni principali alla base del successo di tale tecnica è che a differenza del DBS, gli impianti a "ciclo chiuso" offrono delle piccole scosse elettriche sulla base di segnali fisiologici, piuttosto che su un giudizio medico.

A riguardo però sono già stati sollevati problemi etici, soprattutto sulla stimolazione, oltre che sulla potenziale violazione della privacy.