Gli Stati Uniti si lamentano delle nuove norme europee sulla privacy

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Le informazioni relative ai cittadini europei non possono più facilmente essere inviate oltreoceano, negli Stati Uniti. Martedì, la corta europea si è riunita per stabilire nuove regole in merito: da oggi in poi tutti gli invii di dati hanno delle linee molto più dure e devono essere sostenuti da motivazioni valide prima di poter essere elaborati.

Grosse aziende, come Microsoft o IBM, non sembrano essere così d'accordo con la nuova regolamentazione, sostenendo che i loro sistemi possiedono delle misure di protezione avanzate, che non richiedono l'interruzione della trasmissione di informazioni. Altre, invece, non sembrano essere toccate dalla vicenda.
Anche Adobe e Symantec hanno espresso le loro preoccupazione. Secondo queste ultime, con tale modalità le grandi aziende saranno avvantaggiate, in quanto hanno i fondi necessari per espandere eventualmente i propri sistemi di protezione, mentre le piccole imprese potrebbero essere tagliate fuori a causa di misure di sicurezza non all'avanguardia - e correrebbero quindi il rischio non soddisfare gli standard europei. Se ciò accadesse, i consumatori inizierebbero ad affidarsi alle aziende del vecchio continente, e si entrerebbe un una sorta di concorrenza scorretta.

Per adesso, la corte europea sembra comunque poco interessata alle perplessità espresse da alcuni colossi americani, preferendo la protezione dei dati piuttosto che le loro lamentele. Questa normativa dovrebbe però favorire sistemi di sicurezza dei dati più uniformi fra le nazioni dell'UE, il che porterebbe a misure di protezione un po' più semplici da metter su e da gestire.

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