Gli sviluppatori di app di terze parti possono leggere tutta la posta contenuta in Gmail

Gli sviluppatori di app di terze parti possono leggere tutta la posta contenuta in Gmail
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Stando ad un report elaborato dal Wall Street Journal, gli sviluppatori di app di terze parti in grado di collaborare con Gmail avrebbero accesso a tutta la posta elettronica inviata e ricevuta dagli utenti tramite il servizio di Google.

Le impostazioni della piattaforma permetterebbero infatti alle compagnie che lavorano con i dati e ai developer di app esterne di accedere alle email, con un livello di autorizzazione tale da vedere non solo tutto il loro contenuto, ma anche i dettagli privati come gli indirizzi dei destinatari. Una pratica di questo tipo richiede comunque l'autorizzazione esplicita dell'utente, anche se la schermata con la quale si chiede il consenso non è così chiara, perché non spiega in modo adeguato il fatto che sarebbero persone in carne ed ossa, e non solo algoritmi o computer, a trattare questi dati sensibili.

Google ha cercato di rispondere a questa controversia, grazie ad un comunicato inoltrato a The Verge con il quale chiarisce che l'accesso a queste informazioni viene fornito solo ad un manipolo selezionato di aziende, sempre dopo che sono state fornite dall'utente le relative autorizzazioni. Il processo di selezione delle compagnie da parte del motore di ricerca tiene in considerazione diversi aspetti, come la giusta rappresentazione all'interno dell'app dei valori che contraddistinguono una determinata società, e se la tipologia dei dati richiesti è in linea o meno con l'attività svolta o da svolgere.

Stando a quanto condiviso da Google, sono state diverse le aziende che avrebbero richiesto di ottenere informazioni provenienti da Gmail, ma le cui istanze sarebbero state respinte in base ai criteri riportati sopra. Il colosso non ha condiviso ulteriori dettagli in merito, ma la lista delle app che possono accedere a Gmail potrebbe essere molto lunga, a cominciare con quelle più conosciute come Salesforce e Microsoft Office, fino ad arrivare a quelle più sconosciute.

Vi sarebbero inoltre alcuni casi in cui anche agli stessi dipendenti di Google sarebbe permesso accedere alle mail: ad esempio quando questi indagano su alcuni bug, con l'intenzione di sviluppare un fix adeguato, o per questioni di sicurezza non meglio specificate.

Rimane il fatto che una schermata come quella che vi proponiamo nella foto sarà stata vista sicuramente da molti utenti, che probabilmente hanno dato il loro consenso senza sapere che in realtà i loro dati non sarebbero stati gestiti dai computer, ma da personale umano.

FONTE: The Verge
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