Gli USA vogliono usare gli F-35 per abbattere le testate nucleari in volo

Gli USA vogliono usare gli F-35 per abbattere le testate nucleari in volo
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Nuovi dettagli sull'ambizioso piano del Pentagono per incrementare le misure di sicurezza in caso di un attacco nucleare: droni armati di laser, sistemi orbitali ma anche i caccia F-35. Quest'ultimi potrebbero venire equipaggiati con il necessario per abbattere un missile intercontinentale in volo. Ma è una missione (quasi) impossibile.

Storicamente, come è noto, la strategia portata avanti per scongiurare un attacco nucleare da parte di una potenza ostile è quella della così detta deterrenza nucleare: io sono dotato di testate atomiche, tu anche, se mi attacchi io ti attacco e ovviamente viceversa. In entrambi i casi l'umanità finisce in polvere.

È bastato questo per impedire lo scoppio di una guerra nucleare, per scongiurare l'impiego di testate atomiche finalizzate alla distruzione di un obiettivo, da Hiroshima e Nagasaki ad oggi. Ma non per questo negli anni, specie durante la Guerra Fredda, non ci si è interrogati sulla eventualità che qualcuno, del deterrente, se ne potesse infischiare, decidendo di colpire comunque uno o più obiettivi con missili intercontinentali armati di testata atomica. Dagli anni 50 ad oggi sono stati pensati e sviluppati i progetti di difesa più vari. Tra l'epico e il grottesco, gli USA, sotto la Presidenza Reagan, immaginarono pure un sistema di scudi-laser orbitali chiamato —inizialmente malignamente dagli oppositori, poi con orgoglio anche dai funzionari della Casa Bianca— Star Wars. "Le guerre stellari di Reagan" titolava il Times in quel periodo, descrivendo l'ambizioso piano del repubblicano. Lo studio di fattibilità e lo sviluppo della tecnologia costò al Pentagono più di 40 miliardi di dollari, ma ovviamente non se ne fece nulla. Non che i soldi spesi in ricerca, seppur bellica (soprattutto bellica?) siano mai buttati, chiaramente.

Oggi ci arriva un altro piano anti nucleare che ha fatto alzare il sopracciglio a più di qualche esperto: il Pentagono vuole equipaggiare i caccia F-35 con il necessario per abbattere un missile intercontinentale in volo. Vale a dire, un oggetto che viaggia ad una velocità minima di 6.5 Km al secondo. Secondo Motherboard per rendere fattibile una cosa del genere, il pilota dovrebbe già trovarsi a bordo del caccia in prossimità del sito del lancio, al momento del lancio, e non avrebbe fondamentalmente alcun margine di errore.

Una impresa tutto fuorché banale.

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