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I ricercatori della Washington University di St.Louis hanno pubblicato un interessante ricerca ed un video in cui viene mostrato come gli assistenti vocali siano in grado di percepire le onde ultrasoniche, che non sono udibili dall'orecchio umano. In questo modo, di fatto, Google Assistant e Siri possono fornire anche informazioni sensibili.

L'aspetto più inquietante è, appunto, che i proprietari dei dispositivi sarebbero all'oscuro del meccanismo innescato.

Gli studiosi si sono avvalsi di una strumentazione ad-hoc, non facilmente reperibile, per attivare l'assistente vocale attraverso degli ultrasuoni. In questo modo, è possibile effettuare chiamate, leggere gli SMS ma anche scattare fotografie e potenzialmente ledere la privacy del proprietario degli smartphone anche in maniera grave.

Quanto mostrato nel filmato ovviamente è solo una dimostrazione, ed infatti i ricercatori dell'Università sottolineano che si tratta di una procedura molto difficile da replicare sia per la strumentazione utilizzata che per altri aspetti. Si tratta però di una scoperta quanto meno inquietante, soprattutto alla luce dei ritmi serrati di molte persone che, nel via vai quotidiano di voci e distratte dal lavoro, potrebbero non accorgersi di ciò che accade sullo smartphone.

Al momento da parte degli sviluppatori interessati dalla ricerca non sono arrivate indicazioni o risposte in merito, ma vi aggiorneremo in caso di novità.

FONTE: Vice
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