Google avvertirà gli utenti se un sito di notizie è inaffidabile

Google avvertirà gli utenti se un sito di notizie è inaffidabile
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Novità importanti stanno per arrivare su Google! Il motore di ricerca più utilizzato al mondo a breve potrebbe diventare la piattaforma numero uno lato affidabilità dei risultati delle ricerche grazie a una funzionalità inedita che avvertirà gli utenti dell’attendibilità o meno di un portale Web di notizie.

L’annuncio dell’implementazione di questa feature è giunto direttamente dal blog di Big G, dove gli sviluppatori della società hanno spiegato che essendo l’accesso a “informazioni tempestive, pertinenti e affidabili” ancor più importante oggi rispetto agli anni precedenti, è necessario rendere Google lo strumento più affidabile in grado di fornire i risultati più utili esistenti nel mare che è Internet.

Di conseguenza, come spiegato dall’azienda, “per aiutare con questo, abbiamo addestrato i nostri sistemi a rilevare quando un argomento è in rapida evoluzione e una serie di fonti non è ancora stata valutata. Ora mostreremo un avviso che indica che potrebbe essere meglio controllare più tardi quando più potrebbero essere disponibili informazioni da una gamma più ampia di fonti”.

In altre parole, se un argomento è nuovo e le fonti disponibili online sono poche, ecco che gli utenti vedranno sulla schermata di PC, tablet, smartphone o altri dispositivi tale avviso che consiglia di controllare più tardi. Nello specifico, l’alert apparirà quando secondo l’algoritmo “un argomento è in rapida evoluzione e una serie di fonti non è ancora stata presa in considerazione”. La feature, in realtà, è già stata lanciata ma solo negli Stati Uniti e in lingua inglese; solo nel corso dei prossimi mesi giungerà anche nel resto del mondo. Riuscirà questo provvedimento ad arginare la diffusione di disinformazione prima del rilascio di dichiarazioni ufficiali da parte delle personalità d’interesse? Staremo a vedere.

Nel mentre, Google si sta anche muovendo verso il lancio dell’app per il riconoscimento delle macchie cutanee con l’aiuto dell’IA. O ancora, la società statunitense ha rinviato il blocco dei cookie di terze parti.

FONTE: Google
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