Google ha completato l'acquisizione di Fitbit: affare da 2,1 miliardi di dollari

Google ha completato l'acquisizione di Fitbit: affare da 2,1 miliardi di dollari
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Google ha ufficialmente completato l’acquisizione di Fitbit nella giornata di oggi, 14 gennaio 2021. Un affare da 2,1 miliardi di dollari avviato ancora nel novembre del 2019 e oggetto di una serie di indagini da parte dell’Unione Europea, finalmente portato a termine.

L’annuncio è giunto direttamente dal colosso di Mountain View tramite il blog ufficiale, dove il capo dell’hardware di Google Rick Osterloh ha affermato che l’UE ha approvato l’accordo dopo avere compreso, anche grazie alle indagini svolte, che l’acquisizione riguardava “i dispositivi e non i dati”, ergo la società non utilizzerà i dati raccolti da fitness tracker e altri dispositivi Fitbit riguardanti salute e benessere per mostrare pubblicità ad hoc con il monitoraggio delle suddette informazioni. Allo stesso modo, Osterloh ha confermato che l'accordo non influirà sul modo in cui i fitness tracker di terze parti funzionano con Android o su come Fitbit funzionerà con altri servizi non Google.

D’altro canto, l’amministratore delegato di Fitbit James Park ha accolto la notizia affermando che, grazie all’acquisizione da parte di Big G, ora l’azienda “potrà innovare più rapidamente, fornire più scelte e realizzare prodotti ancora migliori”. Anch’egli ha poi assicurato tutti che i prodotti e i servizi firmati Fitbit funzioneranno ugualmente su iOS e Android, e che la privacy degli utenti verrà sempre tutelata: “Manterremo una forte protezione della privacy e della sicurezza dei dati, dandoti il ​​controllo dei tuoi dati e rimanendo trasparente su ciò che raccogliamo e perché”.

Del resto, se l’acquisizione di Fitbit è giunta a termine è proprio grazie al lasciapassare dell’Unione Europea in quanto questa ha posto una serie di condizioni a Google: tra di esse, una delle più importanti riguarda proprio il fatto che Big G non può utilizzare i dati Fitbit degli utenti nello Spazio economico europeo (SEE) come i dati GPS e sanitari per il targeting degli annunci, anzi gli utenti SEE dovranno essere in grado di rinunciare alla condivisione dei propri dati con qualsiasi servizio Google. L’azienda ha però dichiarato che ciò varrà anche per tutti gli utenti extra-SEE, ergo in tutto il mondo.

Ora in realtà, stando a quanto riportato anche da The Verge, mancherebbe la decisione finale della Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (ACCC), la quale ha rinviato l’ultimo giudizio al 25 marzo 2021 a causa di una serie di preoccupazioni e dubbi sul fatto che le concessioni offerte da Google non possono essere “monitorate e applicate in modo efficace in Australia”.

Anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti risulta avere ancora alcune indagini in corso riguardo l’acquisizione di Fitbit. Il New York Times ha infatti riportato: “L'indagine della Divisione Antitrust sull'acquisizione di Fitbit da parte di Google rimane in corso. Sebbene non abbia raggiunto una decisione definitiva sull'opportunità di intraprendere un'azione di contrasto, la Divisione continua a indagare se l'acquisizione di Fitbit da parte di Google possa danneggiare la concorrenza e i consumatori negli Stati Uniti”.

FONTE: Google
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